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Il mercato dell'arte

Il mercato dell'arte in Italia: Le aste italiane di dicembre

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 15 December 2014 13:44

Lotto 2232 – Coppia di grandi vasi, Cina sec.XIX, h cm 135, stima €40.000-44.500, Courtesy Boetto

GENOVA, Italia – Nell'ultima settimana prima delle festività natalizie le case d'asta italiane hanno in calendario alcuni importanti appuntamenti, in particolare con il design, l'arte orientale e l'arte antica.

A Genova Boetto tiene un'asta di antiquariato e pittura del XIX secolo il 16-17 dicembre, una di arte orientale il 18 dicembre, e chiude lo stesso giorno con i gioielli. Tra i dipinti antichi si segnalano tre vedute veneziane della metà del XIX secolo: "Piazza San Marco", "Piazza San Marco vista dalla Chiesa di San Giorgio" e "La Chiesa della Salute", tutti con cornici coeve (lotto 858, stima €15.000-16.000). Sempre dall'ambiente veneziano viene un altro dei pezzi forti dell'asta, un disegno di Giuseppe Bison già raffigurato sulla copertina della mostra “Cento disegni del Bison” a Udine nel 1962 (lotto 1048, stima € 3.000-3.400). Artista triestino ottocentesco, Bison è stato rivalutato negli ultimi anni attraverso alcune mostre e la pubblicazione del catalogo della sua opera. Pittore di capricci e vedute, ebbe ai suoi tempi grande successo grazie allo stile vibrante e vivace.

Tra i pezzi di arte Orientale, invece, si distinguono la coppia di grandi vasi "famiglia rosa", un tipo di porcellana in cui il colore dominante è il rosa, del XIX secolo, alti 135 cm (lotto 2232, stima €40.000-44.500), e una statua di Vajravarahi, una divinità buddista, in bronzo dorato sempre del XIX secolo (lotto 2466, stima €12.000-13.500).

Infine l'asta dei gioielli, un segmento particolarmente forte nell'attuale mercato, offrirà un elegante anello

a forma di contrarier in platino con incastonati due diamanti (lotto 3102, stima €18.000-20.000) e una spilla firmata Van Cleef e Arpels degli anni 40 in oro giallo e bianco a forma di fiocco (lotto 3241, stima €10.000-11.500).

Da Nova Ars, invece, va in scena il design. Il 16 dicembre si svolge un'asta di design che attraversa tutto il Novecento italiano passando dai vetri di Murano fino ad una serie di mobili importanti, con presenza di diverse icone delle varie epoche. "Da notare il cambiamento delle forme, dei colori, dei materiali, delle luci, con un utilizzo sempre mirato e un grande studio che solo i Maestri Italiani sanno conferire agli oggetti" commenta lo specialista Alessio D'Urso.

La panoramica parte dal design anni Venti e arriva fino ai giorni nostri: ad esempio,ci sono i mobili di una camera di Ettore Zaccari che mostrano un'altissima qualità degli intagli in stile Liberty (lotti 1, 3 e 4). Poi alcuni vetri soffiati di prestigiose manifatture muranesi, in particolare un vaso di Vittorio Zecchin per Cappellin (lotto 5) e un lampadario della stessa produzione. Un altro esempio è un vetro inciso di Paolo Venini di particolare bellezza, tipica forma anni Cinquanta (lotto 6).

Un'altra icona degli anni Cinquanta è il divano D70 di Borsani (lotto 43), che rappresenta il design industriale dell'epoca e racchiude la capacità di mutare da divano a letto e, per la prima volta, la versatilità delle posizioni intermedie ne fanno un oggetto di culto.

Un lotto interessante, poi, è la sospensione di Ignazio Gardella per Azucena (lotto 28), emblema del razionalismo italiano e dell'introduzione del vetro stampato.

Tra i lotti degli anni 60-70 si segnalano alcuni lotti in cui la qualità italiana si manifestata attraverso la tecnica, per esempio due lampade di produzione Sirrah di Paolo Tilche delle quali una è stata realizzata lavorando sul bilanciamento dei pesi (lotto 54), e l'altra si basa sullo studio della fotografia e del colore (lotto 92). Si dice che Tilche abbia creato questa lampada mettendo gli occhiali davanti alla carta trasparente delle sigarette, e creando così due schermi che girando cambiano continuamente di colore come all'interno un caleidoscopio.

Degli anni 80-90, invece, ci sono alcuni esempi di post modernismo come la consolle Belvedere di Aldo Cibic (lotto 114), poltrone e divani di poltrona Frau (lotti 110 e 111), una lampada di Calatrava (lotto 115A), fino ad un particolare mobile prodotto da Rivadossi (lotto 117), ebanista del nord Italia che si caratterizza per l'accuratezza e la qualità della lavorazione.

La settimana si chiude il 19 dicembre con un'asta di Little Nemo, casa d'aste specializzata in fumetti e tavole originali, che metterà all’incanto 198 lotti dedicati ai "pittori di carta" del XX secolo. Tra i lotti maggiormente significativi si segnalano "La principessa si sposa" di Guido Gozzano illustrato da Golia (lotto 19); "The Art of Walt Disney" con un raro autografo di Walt Disney (lotto 24); un cofanetto dedicato a Pinocchio composto da libro illustrato da Mussino e 12 personaggi snodabili in legno (lotto 33); "Valentina fiori e scacchi" di Crepax (lotto 155); e, infine, "Le Celtiche" di Hugo Pratt (lotto 165).



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Lotto 2232 – Coppia di grandi vasi, Cina sec.XIX, h cm 135, stima €40.000-44.500, Courtesy Boetto 

 Lotto 24 – The Art of Walt Disney, con un raro autografo di Walt Disney, base di partenza €900, Courtesy Little Nemo

Lotto 92 – Paolo Tilche, lampada da terra in metallo cromato, 1962, produzione Sirrah, stima €6.000-6.500, Courtesy Nova Ars

Lotto 3241 – Importante spilla Van Cleef e Arpels a forma di fiocco, anni 40, oro giallo e bianco, stima €10.000-11.500, Courtesy Boetto

Last Updated on Monday, 15 December 2014 14:23
 

Il mercato dell'arte in Italia: Dadamaino a Londra

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 01 December 2014 14:59
Dadamaino da Team Colore nel 1975, Fotografia Gianfranco Corso , Courtesy Sotheby's LONDRA – Nell'anno in cui ricorre il decimo anniversario dalla scomparsa di Dadamaino, Sotheby's dedica all'artista italiana una mostra nella sua galleria S|2 di Londra dal 20 novembre 2014 al 16 gennaio 2015 che permette di ripercorrere la carriera di questa importante pioniera dell'arte al femminile e di acquistare opere fresche sul mercato. Delle opere in mostra, 19 provengono da collezioni private e sono in vendita, mentre altre cinque provengono dall'archivio Dadamaino di Milano e sono in prestito.

È un privilegio allestire una mostra dedicata ad una delle pioniere femminili dell'arte contemporanea" ha detto Fru Tholstrup, direttrice di S2 a Londra. "In un mondo dominato dagli uomini, Dadamaino ha rotto gli schemi e ora è giustamente riconosciuta tra gli artisti italiani più influenti della sua generazione".

Dadamaino appartiene alla generazione di artisti italiani degli anni 60 che adesso sono particolarmente richiesti sul mercato dell'arte a livello internazionale. Se fino a qualche anno fa i collezionisti internazionali conoscevano solo i grandi protagonisti come Lucio Fontana, Piero Manzoni e Enrico Castellani, ora hanno scoperto anche i loro contemporanei come Paolo Scheggi, Agostino Bonalumi e appunto Dadamaino. Per rendersi conto della crescita del mercato di quest'ultima basti pensare che nel giro di un anno, dall'ottobre 2013 a oggi, il suo record è stato superato ben tre volte: da Sotheby's a Londra il 17 ottobre 2013 una sua opera stimata €25.000-35.000 è stata venduta per €123.500; un mese dopo, il 27 novembre da Dorotheum a Vienna, una sua opera stimata €30.000-40.000 è stata venduta per €134.500; e infine l'ultimo da Sotheby's a Londra lo scorso 17 ottobre con un'opera venduta per €154.500. Inoltre le sue opere sono entrate nelle collezioni di musei come la Tate di Londra e il Guggenheim di New York, dove è attualmente esposta all'interno dell'importante mostra "Zero: Countdown to Tomorrow, 1950s-60s".

Nata a Milano nel 1930 come Eduarda Emilia Maino, Dadamaino inizia la sua attività artistica come autodidatta. Frequentando il famoso locale degli artisti Bar Giamaica incontra nel 1957 Piero Manzoni ed entra a far parte della scena dell'avanguardia artistica milanese dove è nota con il soprannome di Dada. Viene profondamente influenzata da Lucio Fontana: un aneddoto racconta il suo primo incontro accidentale con un suo Concetti Spaziale, visto in una vetrina di un negozio tra Via Broletto e Piazza Cordusio a Milano passando con il tram. Così come Fontana, anche Dadamaino nel 1959 arriva a superare la bidimensionalità della tela e apre il dipinto alle possibilità della terza dimensione. Realizza i "Volumi": tele monocrome bianche o nere o lasciate al naturale dalle quali rimuove ampie parti di superficie creando forme ovoidali vuote. Sono proprio queste opere, che nei primi anni 60 vengono subito mostrate nella galleria Azimut di Milano di Manzoni e Castellani, le più richieste sul mercato. Al riguardo l'artista ha affermato: "Ho sempre aborrito la materia e ricercato l'immaterialità. Naturalmente Fontana ha avuto un ruolo determinante nella storia della mia pittura. (....) Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminarne ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare cosi alla tabula rasa, alla purezza".

Dopo questo atto liberatoria Dadamaino cerca una via per proseguire e la trova ispirandosi al Futurismo e ai suoi insegnamenti. Guardando dietro i buchi dei suoi lavori vede il muro fatto di luci e ombre che vibrano e va alla ricerca del movimento: "L'arte era stata sinora statica, tranne per pochi pionieri, bisogna farla ridiventare dinamica e con mezzi conseguenti alle più recenti esperienze tecnico-scientifiche, stabilito che si può fare dell'arte con qualsiasi mezzo".

All'inizio degli anni 60, quindi, Dadamaino si allontana dal bianco e nero dei suoi primi lavori e concepisce i "Volumi a Moduli Sfasati": tele in cui sovrappone diversi strati di materiale semi-trasparente perforati. "Volevo creare fori che fossero disposti in modo prospettico e traducessero il volume su tre o quattro strati di materiale plastico" ha raccontato l'artista. "Trovai un materiale semitrasparente che si utilizza normalmente per le tende da doccia e che all'epoca si avvicinava di più all'idea di trasparenza. Con una fustella perforai a mano gli strati e li collocai sul telaio. Il calore della mia mano spostava i fori, e tale spostamento era il frutto del caso". Un'opera di questo genere del 1960 si trova alla Tate di Londra.

Negli anni a seguire l'artista collabora con movimenti internazionali come il Gruppo Zero in Germania e Nul in Olanda e partecipa a mostre in musei e gallerie in Italia e in Europa. Proprio in occasione di una mostra nel 1961 i suoi dipinti sono erroneamente attribuiti al nome di Dadamaino che l'artista assume per il resto della sua carriera.

L'istinto radicale di Dadamaino la porta a creare nuovi gruppi di lavori e ad evolvere continuamente il suo stile. I suoi interessi si rivolgono sempre più all'arte cinetica e optical. All'inizio degli anni 70 sviluppa i "Cromorilievi", strutture tridimensionali che trasformano i principi matematici in esperienza estetica, mentre a metà degli anni 70 introduce il segno grafico e realizza l’"Alfabeto della mente", una serie di caratteri inventati che Dadamaino utilizza per scrivere una serie di "lettere" che consistono nella ripetizione di un singolo segno. Negli anni 80 i suoi lavori vengono esposti due volte alla Biennale di Venezia, la prima volta nel 1980 con la serie "I fatti della vita" e la seconda volta nel 1990 con la personale "Dimensione futuro. L'artista e lo spazio". È scomparsa a Milano nel 2004.



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE
Dadamaino da Team Colore nel 1975, Fotografia Gianfranco Corso , Courtesy Sotheby's Dadamaino, ‘Cromorilievo,’ 1975. Courtesy Sotheby's Dadamaino, ‘Oggetto Ottico Dinamico,’ 1961. Courtesy Sotheby's Dadamaino, ‘Volume,’ 1958. Courtesy Sotheby's
Last Updated on Monday, 01 December 2014 15:16
 

Il mercato dell'arte in Italia: Gabriella Crespi da Piasa a Parigi

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Tuesday, 18 November 2014 14:56
Gabriella Crespi, 'Fungo' dalla serie 'Rising Sun', lampada, 1974, bambu e ottone, 84 × 61 cm, stima €5.000-7.000, Courtesy Piasa, Paris PARIGI – La casa d'aste francese Piasa celebra la designer italiana Gabriella Crespi con un'asta che si terrà il 26 novembre. Auction Central News ha intervistato al riguardo il vice-presidente di Piasa Frédéric Chambre.

Chi è Gabriella Crespi?

Gabriella Crespi è una designer, artista, socialite e musa della moda italiana. Nata nel 1922, è cresciuta in Toscana, vicino a Firenze, prima di studiare architettura al Politecnico di Milano, dove ha scoperto Le Corbusier e Frank Lloyd Wright. Sposandosi è entrata a far parte di una delle famiglie più ricche d'Italia, che possedeva il Corriere della Sera e un impero tessile. Da Roma e Milano ha assunto i migliori artigiani per la produzione dei suoi oggetti.

Perché è importante nella storia del design? Che cosa rappresenta il suo lavoro?

Gabriella Crespi ha sempre trasmesso un modo di vivere in sintonia con i suoi tempi, pieni di libertà, ed è stata pioniera dello "bohemien-chic", un mix di ispirazione anni 70 e tradizione italiana. Anche se il suo stile si sposa perfettamente con materiali come legno, bambù, specchio e plexiglas, la maggior parte degli oggetti caratteristici di Gabriella Crespi sono in metallo - in particolare in ottone. In tutti gli oggetti di Gabriella Crespi la stessa importanza è attribuita all'estetica così come alla funzionalità, e anche alla multifunzionalità: i tavolini da salotto sono più alti, le librerie si trasformano in pareti divisorie, le poltrone si trasformano in letti ... .

Che cosa l'ha ispirata? Chi sono stati i suoi mentori?

Trova la sua ispirazione nelle forze della natura, nelle quali sente un valore simbolico. Su queste solide basi ha fondato il suo progetto di vita. Alla domanda su i suoi maestri, Gabriella Crespi nomina alcune grandi figure del mondo dell'architettura come Frank Lloyd Wright, al quale si sente vicina soprattutto per quanto riguarda lo spirito locale di Taliesin West, dove l'architetto ha fondato il suo insegnamento sull'osservazione della verità dei grandi spazi aperti e ha messo a punto le sue Prairie houses per servire l'uomo e la sua famiglia. Anche Le Corbusier è tra i suoi modelli. Di lui apprezza quella che era la sua abitudine a raccogliere oggetti, come conchiglie o legni. Con semplici gesti ha dato vita alla sua arte sia come pittore che come architetto. Apprezza il modo in cui ha preso la natura come modello, in cui ha catturato la luce, le sue linee audaci e l'approccio minimalista.

Quanti oggetti offrite e quali sono le fasce di prezzo?

L'asta include 75 oggetti da 600 a 40.000 euro.

Da dove provengono gli oggetti in vendita?

Gli oggetti in vendita provengono da diverse collezioni private e tutti i lotti sono stati certificati dall'archivio di Gabriella Crespi.

Quali sono gli oggetti più importanti in vendita e perché sono significativi nella sua produzione?

Il tavolo da pranzo convertibile, diviso in tre parti, parte della sua celebre serie "Yang Yin" del 1979, è un perfetto mix di ottone e legno laccato (stima €20.000-30.000). Altri esempi sono l'ingegnoso cassettone con doppia apertura "Mr-Mme" (stima €20.000-30.000), e il letto in ferro e ottone "Sheherazade" (stima €30.000-40.000). Altri oggetti importanti sono una lampada "Fungo" in canna di bambù e ottone della serie "Sol Levante" (stima €5.000-7.000), e il suo tavolino-scultura del 1976 (stima €20.000-30.000). Per le sculture, la vendita offre l'elegante "Struzzo" placcato in argento e cesellato a mano, con un vero uovo di struzzo (stima €2.500-3.000).

Gli oggetti di Gabriella Crespi sono frequenti sul mercato?

Il mercato non offre molte di opere di Gabriella Crespi. La maggior parte delle sue opere sono state prodotte in edizione limitata ed erano rare e molto ricercate già negli anni 70 - e tanto più oggi. I suoi oggetti sono rari ed erano per lo più il risultato di commissioni.

Ci sa nominare dei musei o delle collezioni private che conservano i suoi lavori?

Purtroppo il lavoro di Gabriella Crespi non è ancora rappresentato come dovrebbe nelle collezioni dei maggiori musei internazionali, anche se è stato esposto in istituzioni come Palazzo Reale a Milano. Il suo lavoro è comunque incluso in molte importanti collezioni private in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti.

Perché avete scelto "Timeless", senza tempo, come titolo della vendita?

Anche se Gabriella Crespi prodotto principalmente negli anni 60 e 70, il suo lavoro è riuscito ad attraversare i decenni in modo molto impressionante, con la stessa forza e spirito di innovazione. 40 anni dopo, le sue creazioni restano senza tempo, così come la sua grande bellezza. Gabriella è diventata un'icona senza tempo.



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE
Gabriella Crespi, 'Fungo' dalla serie 'Rising Sun', lampada, 1974, bambu e ottone, 84 × 61 cm, stima €5.000-7.000, Courtesy Piasa, Paris Gabriella Crespi, 'Mr / Mme', cassettiera, 1972, ottone e metallo cromato, 79 × 120 × 55 cm, stima €15.000-20.000, Courtesy Piasa, Paris Gabriella Crespi, 'Mr / Mme', cassettiera, 1972, ottone e metallo cromato, 79 × 120 × 55 cm, stima €15.000-20.000, Courtesy Piasa, Paris Gabriella Crespi, 'Yang Yin' dalla serie 'Plurimi', tavolo modulare, 1979, ottone e legno laccato, 76,5 × 225 × 122 cm, stima €20.000-30.000, Courtesy Piasa, Paris Gabriella Crespi, 'Bureau Z', acciaio spazzolato, legno, vetro, 1974, 78,5 × 149,4 × 75,3 cm, stima €40.000-60.000, Courtesy Piasa, Paris
Last Updated on Tuesday, 18 November 2014 15:06
 

Il mercato dell'arte in Italia: Cambi apre un dipartimento di auto

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 03 November 2014 16:15

Tuta di Michael Schumacher. Courtesy Cambi, Genova GENOVA, Italia – La casa d'aste genovese Cambi ha aperto un nuovo dipartimento dedicato alle auto e moto d'epoca, il primo in Italia. ACN ha intervistato al riguardo Matteo Cambi, fondatore della casa d'aste.

Q: Da dove nasce l'idea di aprire un dipartimento dedicato alle auto e moto d'epoca?

R: Da un'attenta analisi di mercato e anche dalla considerazione che numerosi nostri clienti, sia italiani che stranieri, sono appassionati e/o collezionisti del mondo motoristico.

Q: Quando e dove si terrà la prima asta? Quante saranno le aste ogni anno?

R: Terremo un'asta inaugurale del dipartimento nella prima settimana di Dicembre esclusivamente online, per poi debuttare con le tradizionali aste tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo nella nostra sede di Milano. Intendiamo realizzare due aste l'anno, e valutare la realizzazione di aste specifiche per eventuali collezioni importanti.

Q: È il primo dipartimento del genere in Italia. Da dove deriva questa mancanza?

R: È un campo interessante che presenta risultati rilevanti in paesi come l’Inghilterra e gli Stati Uniti, dove c’è una tradizione in questo settore. Allo stesso tempo ci rendiamo conto che sicuramente ha una gestione complessa sotto l’aspetto degli spazi, e questo può essere un deterrente, inoltre è un mercato che necessita di un'approfondita conoscenza del settore, dei collezionisti e dei numerosi modelli di veicoli e automobilia. Infine, è necessario disporre di una clientela di acquirenti estera, poiché soprattutto negli ultimi anni i clienti di auto e moto d'epoca sono stranieri.

Q: Che cosa offrirà questo nuovo dipartimento di Cambi? Su che cosa punterete?

R: Considerato che siamo una casa d'aste italiana, e che il nostro paese ha una storia motoristica tra le più ricche a livello mondiale, desideriamo puntare in prevalenza sui marchi e i prodotti italiani. Oltre alle auto e moto d'epoca, tratteremo le supercars e le moto moderne prestigiose da collezione, e gli oggetti di automobilia (tute e caschi di piloti, trofei, cimeli, documenti cartacei,ecc.)

Q: Ci può anticipare qualche highlight che Cambi offrirà alla prima asta?

R: Alle nostre prime aste proporremo articoli legati al mondo Ferrari, alcuni dei quali esclusivi e rari perchè inerenti alla Formula 1, così come automobili moderne da collezione quali esempio due esemplari di Alfa Romeo Roadster Zagato (vettura prodotta in meno di 300 esemplari) dei primi anni '90. Inoltre avremo motociclette dei marchi Moto Guzzi (anteguerra) e Vespa (fine anni '40 primi anni '50) che, oltre ad essere importanti e celebri marchi a livello mondiale, hanno un'origine genovese come la nostra casa d'aste.

Q: Quali sono le auto e moto d'epoca più richieste? Quali sono i loro prezzi?

R: Le automobili più richieste a livello internazionale sono legate ai celebri marchi Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Bugatti, Mercedes, Zagato, Carrozzeria Touring, e presentano valori che possono andare dalle diverse centinaia di migliaia di euro sino a diversi milioni per singola vettura. Bisogna dire che l'acquisto di un veicolo d'epoca, sia che costi milioni di euro che diverse decine di migliaia di euro, se è ben effettuato rappresenta un investimento economico interessante, tanto che l'automobile d'epoca viene considerata un ottimo bene rifugio.

Q: Per un collezionista che si appresta a entrare in questo mercato, quali sono le cose da sapere e a cui prestare attenzione? Che tipo di investimento è necessario?

R: Per un collezionista che si affaccia su questo mercato, le cose da sapere sono molteplici.

Innanzitutto bisogna distinguere se si acquista per il piacere di possedere l'oggetto, o per investimento, poiché le scelte avranno una natura differente. Detto questo le principali valutazioni da farsi sono inerenti allo stato della vettura, in quanto i valori di acquisto sono ben differenti se è perfettamente restaurata o se necessita restauro. Per possedere un veicolo d'epoca e goderne la passione, possono bastare anche 10.000-15.000 euro per un'automobile e 5.000-10.000 per una motocicletta.

Q: Quali sono le vendite storiche eccezionali nell'ambito delle auto e moto d'epoca?

R: Negli ultimi anni si sono susseguite diverse vendite eccezionali. Sono numerose le vetture che hanno quotazioni superiori al milione di euro, e negli ultimissimi anni i valori stanno crescendo tanto che alcune vetture storiche e prodotte in pochissimi esemplari (Ferrari in primis) hanno raggiunto cifre record tra i 10 e i 25 milioni di euro.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.cambiaste.com



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE
Tuta di Michael Schumacher. Courtesy Cambi, Genova Accendino Zippo prodotto per il marchio 1000Miglia, 2009. Courtesy Cambi, Genova JR, Dipinto Aerografo Alfa Romeo Tipo 8C 2900B Berlinetta Touring 1938, 100x70 cm. Courtesy Cambi, Genova Vespa TAP - Troupes Aéro Portées, 1956-59. Courtesy Cambi, Genova
Last Updated on Tuesday, 04 November 2014 09:30
 

Il mercato dell'arte in Italia: 90 anni di Pandolfini

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Tuesday, 21 October 2014 16:30

Alberto Burri, Bianco Nero, 1952, olio, stoffa e corda su tela, cm 50x80, stima €1.000.000-1.500.000. Courtesy Pandolfini

FIRENZE, Italia – La casa d'aste fiorentina Pandolfini festeggia 90 anni di attività con tre appuntamenti all'asta d'eccezione che si terranno il 28 ottobre. La prima vendita sarà dedicata ad una serie di importanti maioliche rinascimentali (ore 17); seguirà un'asta preparata nel corso di un anno intero composta da 34 lotti selezionati da ogni singolo dipartimento della casa d'aste (ore 19); infine sarà messo in vendita un capolavoro di James Tissot.

La storia di Pandolfini comincia nel 1924 quando Luigi Pandolfini, che possedeva un negozio di mobili a Firenze, iniziò ad organizzare saltuariamente delle vendite all'asta. Tale attività, portata avanti da Luigi Pandolfini insieme al figlio Cirano e al nipote Sergio, si sviluppò con gli anni tanto che già alla fine degli anni Trenta si tenne la prima asta rilevante con oggetti di grande valore artistico: quella della collezione di Villa Marten a Settignano. Dopo il secondo conflitto mondiale le aste rappresentavano il modo più veloce per la popolazione era stremata dalla guerra per realizzare guadagni dalla vendita di oggetti di famiglia risparmiati dai bombardamenti. Proprio nel dopoguerra, più precisamente nel 1954, la casa d'aste si trasferì in quella che tuttora è la sua sede, Palazzo Ramirez Montalvo di Borgo degli Albizi puntando ad offrire oggetti sempre più selezionati per garantire prestigio e valore artistico. Per ogni asta venivano anche stampati cataloghi con ampie descrizioni su qualità e provenienza dell'opera.

Pandolfini è così cresciuta aggiudicandosi vendite di importanti eredità e collezionisti private. Per esempio, tra le aste storiche c'è stata quella degli arredamenti di Villa Papiniano a San Domenico di Fiesole e del "Tasso" all’Isola d’Elba nel 1972; entrambe erano parte dall’eredità di Mr. Hugh Sartorius Withaker, uno straniero che si era stabilito in Toscana negli anni Cinquanta e aveva raccolto opere d’arte e arredi di valore. Un'altra tappa storica è stata la dispersione dei beni provenienti dall’eredità della Contessa Margit Berchtold. In questo caso, oltre ai tradizionali settori trattati da Pandolfini e cioè mobili antichi e dipinti, si aggiunsero opere d'arte moderna e oggetti cinesi, indiani e nepalesi in corallo e pietre dure. Proprio negli anni 70 Pandolfini espanse il proprio campo di attività dedicandosi a ceramiche, terrecotte e porcellane.

Negli anni 80 – anni febbrili per il mercato dell'arte – Pandolfini ampliò ulteriormente i settori di attività; tra le vendite eccezionali di questi anni si ricordano la dispersione degli arredi della villa Querceto di Firenze e della tenuta di Vigarano Mainarda di Ferrara, appartenenti all’eredità del Marchese Uberto Strozzi Sacrati nel 1983-84, e quella dei beni appartenenti alla Contessa Tamara De Larderel, nata Rucellai nel 1984-85.

Anche negli anni 90 il mercato è rimasto competitivo ma Pandolfini è riuscita ad aggiudicarsi le vendite di collezioni come quelle della famiglia Antinori Buturlin, di Dino Gavina, la Collezione Liverani, gli arredi della Villa Medicea di Lappeggi e gli arredi del Palazzo della Gherardesca a Firenze. Inoltre si ricorda l’asta Antonio, Fosco e Grato Maraini e la vendita di dipinti, arredi ed oggetti provenienti dalla casa torinese di Carlo Fruttero.

Oggi Pandolfini conta sedi a Firenze, Roma e Milano e quasi trenta collaboratori. Tiene circa venti aste all'anno in tutti i settori del mercato, dall'arte antica ai vini pregiati. L'asta del 28 ottobre includerà pezzi eccezionali tra cui un altorilievo di Lorenzo Ghiberti e bottega rappresentante la Madonna col bambino protetto dal manto del 1420 circa, stimato 60.000-80.000 euro e un dipinto di Giovan Battista Spinelli, "David con la testa di Golia", stimato 120.000-150.000 euro tra le opere dei maestri antichi. Tra le opere dell'Ottocento ci sarà un bronzo di Medardo Rosso,"Aetas Aurea", stimato 50.000-80.000 euro; mentre tra le opere contemporanee ci sarà un'importante opera di Alberto Burri, "Bianco Nero" del 1952, stimato 1-1,5 milioni di euro. Tra i gioielli ci sarà un'eccezionale collana di Cartier in platino, oro bianco e diamanti stimata 250.000-300.000 euro.

Un catalogo a parte, come dicevamo, è dedicato al dipinto del pittore francese anglofilo James Tissot "I Rivali", stimato 600.000-1.000.000 euro. Nell'opera, che è appartenuta a Paolo Ingegnoli, importante collezionista italiano dell'Ottocento, Tissot rappresentò la sua amata, Kathleen Newton, circondata da ammiratori all'interno dell’impressionante giardino d’inverno pieno di piante esotiche che egli fece costruire accanto al suo studio di Londra. Tissot fu, infatti, un ritrattista di grande successo presso i ricchi collezionisti inglesi grazie alla sua capacità di ritrarre fedelmente i suoi modelli e di scegliere pose e ambientazioni, ma anche di comprendere il mercato e le tipologie di ritratti che potevano attrarre clienti diversi. Solo tre anni dopo la realizzazione dell'opera Kathleen Newton morì di tubercolosi, l'artista vendette la casa, abbandonò Londra e tornò per sempre a Parigi.

 



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Alberto Burri, Bianco Nero, 1952, olio, stoffa e corda su tela, cm 50x80, stima €1.000.000-1.500.000. Courtesy Pandolfini 

 Cartier, Collana in platino, oro bianco e diamanti, stima €250.000-300.000. Courtesy Pandolfini

Lorenzo Ghiberti e bottega, Madonna col bambino protetto dal manto, 1420 ca., altorilievo, cm 71x56x20, stima €60.000-80.000. Courtesy Pandolfini 

Medardo Rosso, Aetas Aurea, 1886-1889, bronzo patinato, altezza cm 40,2, stima €50.000-80.000. Courtesy Pandolfini 

 James (Jacques Joseph) Tissot, Rivali, 1878-79, olio su tela, cm 92x68, stima €600.000-1.000.000. Courtesy Pandolfini

Last Updated on Tuesday, 21 October 2014 16:42
 
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