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Il mercato dell'arte

Il mercato dell'arte in Italia: 90 anni di Pandolfini

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Tuesday, 21 October 2014 16:30

Alberto Burri, Bianco Nero, 1952, olio, stoffa e corda su tela, cm 50x80, stima €1.000.000-1.500.000. Courtesy Pandolfini

FIRENZE, Italia – La casa d'aste fiorentina Pandolfini festeggia 90 anni di attività con tre appuntamenti all'asta d'eccezione che si terranno il 28 ottobre. La prima vendita sarà dedicata ad una serie di importanti maioliche rinascimentali (ore 17); seguirà un'asta preparata nel corso di un anno intero composta da 34 lotti selezionati da ogni singolo dipartimento della casa d'aste (ore 19); infine sarà messo in vendita un capolavoro di James Tissot.

La storia di Pandolfini comincia nel 1924 quando Luigi Pandolfini, che possedeva un negozio di mobili a Firenze, iniziò ad organizzare saltuariamente delle vendite all'asta. Tale attività, portata avanti da Luigi Pandolfini insieme al figlio Cirano e al nipote Sergio, si sviluppò con gli anni tanto che già alla fine degli anni Trenta si tenne la prima asta rilevante con oggetti di grande valore artistico: quella della collezione di Villa Marten a Settignano. Dopo il secondo conflitto mondiale le aste rappresentavano il modo più veloce per la popolazione era stremata dalla guerra per realizzare guadagni dalla vendita di oggetti di famiglia risparmiati dai bombardamenti. Proprio nel dopoguerra, più precisamente nel 1954, la casa d'aste si trasferì in quella che tuttora è la sua sede, Palazzo Ramirez Montalvo di Borgo degli Albizi puntando ad offrire oggetti sempre più selezionati per garantire prestigio e valore artistico. Per ogni asta venivano anche stampati cataloghi con ampie descrizioni su qualità e provenienza dell'opera.

Pandolfini è così cresciuta aggiudicandosi vendite di importanti eredità e collezionisti private. Per esempio, tra le aste storiche c'è stata quella degli arredamenti di Villa Papiniano a San Domenico di Fiesole e del "Tasso" all’Isola d’Elba nel 1972; entrambe erano parte dall’eredità di Mr. Hugh Sartorius Withaker, uno straniero che si era stabilito in Toscana negli anni Cinquanta e aveva raccolto opere d’arte e arredi di valore. Un'altra tappa storica è stata la dispersione dei beni provenienti dall’eredità della Contessa Margit Berchtold. In questo caso, oltre ai tradizionali settori trattati da Pandolfini e cioè mobili antichi e dipinti, si aggiunsero opere d'arte moderna e oggetti cinesi, indiani e nepalesi in corallo e pietre dure. Proprio negli anni 70 Pandolfini espanse il proprio campo di attività dedicandosi a ceramiche, terrecotte e porcellane.

Negli anni 80 – anni febbrili per il mercato dell'arte – Pandolfini ampliò ulteriormente i settori di attività; tra le vendite eccezionali di questi anni si ricordano la dispersione degli arredi della villa Querceto di Firenze e della tenuta di Vigarano Mainarda di Ferrara, appartenenti all’eredità del Marchese Uberto Strozzi Sacrati nel 1983-84, e quella dei beni appartenenti alla Contessa Tamara De Larderel, nata Rucellai nel 1984-85.

Anche negli anni 90 il mercato è rimasto competitivo ma Pandolfini è riuscita ad aggiudicarsi le vendite di collezioni come quelle della famiglia Antinori Buturlin, di Dino Gavina, la Collezione Liverani, gli arredi della Villa Medicea di Lappeggi e gli arredi del Palazzo della Gherardesca a Firenze. Inoltre si ricorda l’asta Antonio, Fosco e Grato Maraini e la vendita di dipinti, arredi ed oggetti provenienti dalla casa torinese di Carlo Fruttero.

Oggi Pandolfini conta sedi a Firenze, Roma e Milano e quasi trenta collaboratori. Tiene circa venti aste all'anno in tutti i settori del mercato, dall'arte antica ai vini pregiati. L'asta del 28 ottobre includerà pezzi eccezionali tra cui un altorilievo di Lorenzo Ghiberti e bottega rappresentante la Madonna col bambino protetto dal manto del 1420 circa, stimato 60.000-80.000 euro e un dipinto di Giovan Battista Spinelli, "David con la testa di Golia", stimato 120.000-150.000 euro tra le opere dei maestri antichi. Tra le opere dell'Ottocento ci sarà un bronzo di Medardo Rosso,"Aetas Aurea", stimato 50.000-80.000 euro; mentre tra le opere contemporanee ci sarà un'importante opera di Alberto Burri, "Bianco Nero" del 1952, stimato 1-1,5 milioni di euro. Tra i gioielli ci sarà un'eccezionale collana di Cartier in platino, oro bianco e diamanti stimata 250.000-300.000 euro.

Un catalogo a parte, come dicevamo, è dedicato al dipinto del pittore francese anglofilo James Tissot "I Rivali", stimato 600.000-1.000.000 euro. Nell'opera, che è appartenuta a Paolo Ingegnoli, importante collezionista italiano dell'Ottocento, Tissot rappresentò la sua amata, Kathleen Newton, circondata da ammiratori all'interno dell’impressionante giardino d’inverno pieno di piante esotiche che egli fece costruire accanto al suo studio di Londra. Tissot fu, infatti, un ritrattista di grande successo presso i ricchi collezionisti inglesi grazie alla sua capacità di ritrarre fedelmente i suoi modelli e di scegliere pose e ambientazioni, ma anche di comprendere il mercato e le tipologie di ritratti che potevano attrarre clienti diversi. Solo tre anni dopo la realizzazione dell'opera Kathleen Newton morì di tubercolosi, l'artista vendette la casa, abbandonò Londra e tornò per sempre a Parigi.

 



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Alberto Burri, Bianco Nero, 1952, olio, stoffa e corda su tela, cm 50x80, stima €1.000.000-1.500.000. Courtesy Pandolfini 

 Cartier, Collana in platino, oro bianco e diamanti, stima €250.000-300.000. Courtesy Pandolfini

Lorenzo Ghiberti e bottega, Madonna col bambino protetto dal manto, 1420 ca., altorilievo, cm 71x56x20, stima €60.000-80.000. Courtesy Pandolfini 

Medardo Rosso, Aetas Aurea, 1886-1889, bronzo patinato, altezza cm 40,2, stima €50.000-80.000. Courtesy Pandolfini 

 James (Jacques Joseph) Tissot, Rivali, 1878-79, olio su tela, cm 92x68, stima €600.000-1.000.000. Courtesy Pandolfini

Last Updated on Tuesday, 21 October 2014 16:42
 

Il mercato dell'arte in Italia: Le Italian Sales a Londra

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 06 October 2014 16:38

Piero Manzoni, ‘Achrome,’ 1958-1959, caolino su tela grinzata, cm 150x100, stima £5.000.000-£7.000.000. Courtesy Sotheby's.

Le Italian Sales a Londra

LONDRA – Londra si prepara a celebrare l'arte italiana con le Italian sales, da Christie's il 16 ottobre e da Sotheby's il 17, e intanto cresce l'attenzione e la domanda per gli artisti del nostro dopoguerra. Nella capitale inglese aprono in questi giorni numerosissime mostre dedicate ad artisti come Mario Merz (alla Pace Gallery fino all'8 novembre), Enrico Castellani (inaugura il nuovo spazio londinese di Dominique Lévy il 13 ottobre insieme a Donald Judd e Frank Stella), Alighiero Boetti (i suoi monocromi sono da Luxembourg & Dayan dal 13 ottobre e la stessa galleria ha in programma altre mostre di Mario Schifano, Enrico Baj e Alberto Burri). E altri ancora saranno esposti a Frieze Masters: Marian Goodman porterà Giovanni Anselmo, Giulio Paolini e Giuseppe Penone; Luxembourg & Dayan proporrà Manzoni, Fontana e Burri.

Sono loro i protagonisti delle Italian Sales, appuntamenti annuali che negli ultimi anni sono cresciuti enormemente. Basti pensare che quando Christie's ha inaugurato questa serie di aste, nel 2001, il totale era stato di 4 milioni di sterline, mentre all'ultimo appuntamento, nel 2013, il totale ha raggiunto i 27 milioni. Lo scorso febbraio si è arrivati addirittura a 38 milioni di sterline con la vendita della collezione italiana "Eyes Wide Open, An Italian Vision".

E allora che cosa ci aspetta quest'anno?

L'asta di Christie's proporrà mezzo secolo di arte italiana a partire da artisti moderni come Giorgio Morandi, Giorgio De Chirico e Marino Marini. Di quest'ultimo verrà offerta una scultura di "Cavaliere" che richiama da vicino "L'angelo della città", la famosa opera posta all’ingresso della Peggy Guggenheim Collection di Venezia (stima: £800.000-1.200.000). Ci saranno naturalmente i maestri del dopoguerra Alberto Burri con "Rosso Nero" (stima: £1.000.000-1.500.000; ricordiamo che l'anno prossimo ricorre il centenario dalla sua nascita e il Guggenheim di New York gli dedicherà un'importante retrospettiva a partire da ottobre), Lucio Fontana con "Concetto Spaziale", opera eseguita all’alba dell’era spaziale, l’anno dopo il primo viaggio nello spazio di Yuri Gagarin (stima: £1.000.000-1.500.000), Piero Manzoni ed Enrico Castellani, i due fondatori della galleria e rivista AZIMUT/H, a cui la Peggy Guggenheim Collection di Venezia dedica in questi giorni una mostra (fino al 19 gennaio).

Non mancherà l'Arte Povera con un capolavoro di Alighiero Boetti: la "Colonna" del 1968 che segna il culmine delle prime sperimentazioni dell'artista sull’Arte Povera e l'inizio della direzione più concettuale della sua produzione (stima: £1.500.000-2.000.000). Si tratta di una colonna di aspetto classico realizzata assemblando un materiale ordinario e modesto come i centrini di carta per torte impilati uno sopra l’altro su un’asta di ferro centrale. È un esemplare unico realizzato per una delle prime mostre dedicate all’Arte Povera a Roma ed è la prima di un gruppo di nove colonne che Boetti realizzò durante il 1968.

L'offerta di Sotheby's risale fino ai primi del Novecento con un'importante opera su carta del 1913 di Giacomo Balla proveniente dalla collezione di Alfred Barr, leggendario fondatore e direttore del MoMA di New York. L'opera, intitolata " Volo di rondini", era stata acquistata da Barr durante un viaggio a Roma nel 1948 come regalo a sua moglie Margherita Scolari Barr (stima: £180.000-250.000). Seguono opere degli anni 30 di De Chirico e Morandi e anche qui una scultura di "Cavaliere" di Marino Marini (stima: £750.000-1.000.000). Tra le opere più importanti della vendita c'è, poi, una tela orizzontale di Domenico Gnoli intitolata "Waist Line" (stima: £2.000.000-3.000.000), realizzata all'apice della sua carriera, poco prima di morire nel 1969. Appartiene ad una serie di 43 opere che rappresentano frammenti di vita quotidiana con un'estetica nostalgica e rivoluzionaria rispetto alla tradizione della pittura figurativa.

Degli anni 60 ci sono anche quattro opere molto importanti provenienti dalla collezione dell'ingegnere Giobatta Meneguzzo. Si tratta di "Teatrino Bianco" di Lucio Fontana (stima: £400.000-600.000), "Bianco" di Agostino Bonalumi (stima £300.000-400.000), "Bianco" di Turi Simeti (stima: £80.000-120.000) e "Superficie Bianca" di Enrico Castellani (stima: £1.000.000-1.500.000). Le quattro opere formano una sorta di manifesto del Gruppo Zero intitolato "Lo scarabeo sotto la foglia", dal nome dell'abitazione del collezionista, realizzata nel 1965 da Giò Ponti e Nanda Vigo. Il Gruppo Zero è in questo momento oggetti di grandi attenzioni grazie alla mostra "ZERO Countdown To Tomorrow" che inaugura il 10 ottobre al Guggenheim di New York. Già nel 2010 Sotheby's ha offerto una collezione privata di opere del gruppo Zero, quella degli austriaci Anna e Gerhard Lenz, che ha duplicato la stima pre-asta realizzando 23 milioni di sterline.

Infine Sotheby's offrirà all'asta un capolavoro di Piero Manzoni, esposto alla Tate di Londra nel 2005 e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel 1971: un "Achrome" monumentale del 1958-59. Esistono solo nove esemplari di queste dimensioni di cui uno è al Pompidou, uno alla GAM di Torino, uno al Mumok di Vienna e uno nella Collezione Rachowsky di Dallas. La stima dell'opera è 5.000.000-7.000.000 di sterline.

 



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Piero Manzoni, ‘Achrome,’ 1958-1959, caolino su tela grinzata, cm 150x100, stima £5.000.000-£7.000.000. Courtesy Sotheby's. 

Enrico Castellani, ‘Superficie Bianca,’ 1967, acrilico su tela estroflessa, cm 235x279,5, stima £1.000.000-1.500.000. Courtesy Sotheby's. 

 

 

Last Updated on Monday, 06 October 2014 16:50
 

Il mercato dell'arte in Italia: Mario Merz a Londra

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Wednesday, 24 September 2014 14:51
Mario Merz, ‘Igloo con vortice,’ 1981 tecnica mista su tela, bastoni, bottiglie e tubi al neon, 280 x 270 x 50 cm. Courtesy Pace London. LONDRA – Dal 26 settembre all'8 novembre la galleria Pace di Londra dedica una mostra a Mario Merz, realizzata in collaborazione con la Fondazione Merz di Torino, con opere dagli anni '60 al 2003, anno della scomparsa dell'artista. È la prima a Londra da 20 anni a questa parte. Per l'occasione Pace pubblica anche un catalogo con le opere in mostra e materiali d'archivio. Auction Central News ha intervistato al riguardo Tamara Corm, direttrice da Pace a Londra.

Come mai avete deciso di dedicare una mostra a Mario Merz?

Mario Merz non ha avuto una mostra in Gran Bretagna per più di venti anni. Era tempo di riportarlo a Londra. Stiamo lavorando a stretto contatto con la Fondazione Merz per mettere in piedi questa mostra ed è un onore lavorare con loro. Abbiamo incontrato Beatrice Merz e c'era l'opportunità e il bisogno di una mostra di Mario Merz a Londra - dal punto di vista storico, estetico e commerciale.

Come mai non c'è stata una mostra di Merz a Londra per così tanti anni?

È difficile da dire, ma c'è sicuramente una rinascita dell'Arte Povera in questo momento grazie alla recente dOCUMENTA (13), curata da Carolyn Christov-Bakargiev, una degli esperti di Arte Povera, poi la mostra di Giuseppe Penone a Versailles, ecc. Noi stiamo organizzando una piccola retrospettiva alla nostra galleria al 6 di Burlington Gardens, nel cuore di Mayfair, visitata dalla maggior parte dei collezionisti.

Ci può dire di più dell'ultima mostra a Londra nel 1993?

Era la mostra di Anthony d'Offay, presentata nel 1993 quando Merz era ancora vivo. Come la nostra mostra, presentava un igloo. La nostra esposizione presenta un igloo tripla che è l'ultimo realizzato e combina tutti gli elementi del linguaggio artistico di Merz. Merz ha iniziato a costruire igloo nel 1968 utilizzando una varietà di materiali, e questo in particolare unisce molti di questi oggetti naturali e industriali - per esempio metallo, neon, morsetti, argilla, vetro e pietra - nella sua struttura tripartita.

Com'è nata la collaborazione con la Fondazione Merz?

Abbiamo annunciato la collaborazione con la Fondazione Merz a Frieze l'anno scorso e ora stiamo allestendo questa piccola retrospettiva. Beatrice Merz sta supervisionando questa mostra con noi e siamo lieti che stia accadendo. Per ora ci stiamo concentrando su questa mostra che coinciderà con Frieze Art Fair e Frieze Masters - e parteciperemo a entrambe le fiere quest'anno.

Le opere in mostra saranno in vendita? Qual è il price range?

Sì, assolutamente. I prezzi sono su richiesta.

Qual è la provenienza delle opere?

Prevalentemente collezioni private europee e americane e anche dalla collezione Merz.

Come si è sviluppato il mercato di Merz negli ultimi anni?

È un buon momento per l'Arte Povera. Mario Merz è il padre fondatore, il punto di riferimento, quindi ha senso per noi mostrare le sue opere. Siamo conosciuti per la qualità museale delle nostre mostre e questa è una di esse. Merz ha avuto impatto su molti altri artisti di oggi, su coloro che hanno continuato il movimento dell'Arte Povera, e altri ancora.

E rispetto agli altri rappresentanti dell'Arte Povera?

Mario Merz è ancora sottovalutato. Per quanto concerne gli altri artisti dell'Arte Povera, è difficile a dirsi.

Quali sono le opere più richieste e perché?

Gli igloo e i Fibonacci sono i pezzi salienti di questa mostra perché colpiscono l'immaginario di tutti. C'è molta richiesta al riguardo. È interessante notare che in questa mostra sono incluse anche sculture e opere su carta che esprimono alcuni dei suoi motivi più duraturi. La mostra è su entrambi i piani della galleria con molto da scoprire o riscoprire.



ADDITIONAL IMAGE OF NOTE
Mario Merz, ‘Igloo con vortice,’ 1981 tecnica mista su tela, bastoni, bottiglie e tubi al neon, 280 x 270 x 50 cm. Courtesy Pace London. Mario Merz, ‘Spostamenti della terra e della luna sull'asse,’ 2003 triplo igloo, tubi di metallo, vetro, pietra, neon, morsetti, argilla. Courtesy Pace London. Mario Merz, ‘Piume sulle tavole,’ 1991 dipinto su tela, neon, argilla, 295 x 780 cm. Courtesy Pace London. Mario Merz, 1970. Courtesy Pace London. Mario Merz, 1973. Courtesy Pace London.
Last Updated on Wednesday, 24 September 2014 15:06
 

Il mercato dell'arte in Italia: Collezione della famiglia Martignone

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Written by Silvia Anna Barrila   
Wednesday, 10 September 2014 12:52

La casa di Milano del conte e della contessa Martignone, courtesy Bonhams

MILANO, Italia - Dipinti del Settecento, mobili lombardi neoclassici, argenti tedeschi dell'Ottocento e altro ancora. Per i collezionisti di arti decorative e mobili antichi è in arrivo sul mercato una collezione di circa 500 oggetti provenienti da una nota famiglia nobiliare del nord Italia. Si tratta delle collezioni di antichità del Conte e della Contessa Martignone, originari di Como ed elevati a nobiltà nel Trecento da Ottone Visconti, arcivescovo di Milano. Gli oggetti erano conservati nella casa di famiglia di Milano, nel cuore della città, e nella loro residenza sul mare sulla costa ligure. L'asta si terrà a Londra il 24 settembre presso la casa d'aste Bonhams, che ha definito le residenze dei Martignone "le case in cui re, papi e primi ministri hanno fatto baldoria". I Martignone, infatti, erano noti per la loro ospitalità. Tra i loro ospiti, per esempio, c'è stato l'ultimo re d'Italia, Umberto II.

Mentre il conte Ettore Martignone era un medico stimato, che ha servito all'interno della Croce Rossa durante la Seconda guerra mondiale, sua moglie Mariella (Maria) Martignone era imprenditrice e fondatrice dell'azienda chimica VAMPA. Oltre che per l'ospitalità, la coppia era famosa per la passione per le arti decorative e le antichità. Si stima che il totale della vendita della loro collezione supererà il milione di sterline.

La casa di Milano conteneva una collezione di dipinti antichi, mobili e oggetti d'arte italiani e francesi dal XVII all'inizio del XX secolo e una vasta collezione di argenti: non solo da tavola ma anche sculture con forme di animali e bicchieri dalle forme particolari.

Anche le pareti della casa di Genova erano adornate di dipinti dei maestri antichi, ma qui i mobili erano di provenienza nord-italiana e conferivano all'ambiente un carattere più locale. Inoltre la residenza genovese includeva i giardini con la collezione di statue classiche in marmo.

Tra i dipinti antichi più importanti all'asta ci sono un olio su tela con fiori, putti e frutta di Franz Werner von Tamm del 1694, stimato £25.000-35.000; due studi ad olio del XVII secolo di un seguace di Alessandro Gori, entrambi rappresentanti animali in un paesaggio fluviale, offerti in coppia per £10.000-15.000. Un altro pezzo forte è "Ritratto di ragazzo", attribuito alla cerchia di Pier Francesco Cittadini, sempre del XVII secolo, stimato £10.000-15.000.

Tra gli arredi un pezzo importante è una coppia di tavoli della Lombardia dell'inizio del XIX secolo, probabilmente opera del famoso Giuseppe Maggiolini, che era il più famoso ebanista del periodo neoclassico italiano e ha creato pezzi per molte case reali europee dalla sua bottega milanese nel 1700. La coppia è stimata £12.000-18.000. La Lombardia, ed in particolare la città di Milano, erano famose per l'ebanisteria nel periodo neoclassico, uno stile che favoriva linee pulite in reazione alla pesantezza e drammaticità del Barocco alla teatralità e agli ornamenti del Rococò. Lo stile genovese, invece, manteneva ancora alcune tracce del Rococò. Interessante, infine, è un comò francese del tardo XIX secolo alla maniera di Charles Cressent, offerto a £10,000-15,000.

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La casa di Milano del conte e della contessa Martignone, courtesy Bonhams 

La casa di Genova del conte e della contessa Martignone, courtesy Bonhams

La casa di Genova del conte e della contessa Martignone, courtesy Bonhams

Last Updated on Wednesday, 10 September 2014 13:00
 

Il mercato dell'arte in Italia: 5 mostre da non perdere ad agosto

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 14 August 2014 15:26

Takashi Murakami, Red Demon and Blue Demon with 48 Arhats, 2013, Acrilico, foglia d'oro e di platino su tela montata su tavola, 3 x 5 m, Courtesy Blum & Poe, Los Angeles, ©2013 Takashi Murakami/Kaikai Kiki Co., Ltd. All Rights Reserved.

MILANO - Agosto in Italia è sinonimo di sole e ferie al mare. Ma ciò non vuol dire che non ci sia spazio anche per l'arte e la cultura. Ecco, allora, da nord a sud, cinque mostre da non perdere durante il mese.

Takashi Murakami a Milano

Dal 24 luglio al 7 settembre la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano ospita opere recenti dell'artista giapponese Takashi Murakami, noto per il suo mix di cultura pop e tradizione giapponese, di iconografia manga e buddhista. La mostra, intitolata "Il ciclo di Arhat" e curata da Francesco Bonami, presenta opere realizzate negli ultimi due anni. Nonostante la sua estetica piatta, il messaggio e il significato delle opere è più profondo e costituisce una riflessione su temi della storia recente come il terremoto e l'emergenza nucleare di Fukushima. "Le opere parlano di un mondo attaccato dalle forze della natura e dalle forze autodistruttive degli umani," ha spiegato Bonami in conferenza stampa, "ma salvato dagli 'Arhat', personaggi antichi, monaci che ci conducono attraverso i problemi della vita, non tanto per risolverli, quanto per convivere con essi. Esposte nella sala della Cariatidi, danneggiata sia dai bombardamenti della seconda guerra mondiale che dalle condizioni climatiche, queste opere assumono un significato ancora più profondo".

Biennale di Architettura a Venezia

Dal 7 giugno al 23 novembre si svolge a Venezia la 14esima edizione della Biennale d'Architettura, curata quest'anno dall'archistar Rem Koolhaas. Il tema scelto da Koolhaas è "Fundamentals" e include non solo la mostra al Padiglione Centrale, intitolata "Elements of Architecture", ma anche eccezionalmente i padiglioni che di solito scelgono il tema della loro presentazione autonomamente, mentre quest'anno hanno accolto l'invito di Koolhaas a riflettere sul tema "Absorbing Modernity 1914-2014". Un'altra novità di quest'anno sta nel fatto che il curatore non si è limitato a allestire le presenze altrui, e cioè di architetti chiamati a presentare se stessi e le loro opere. La mostra di quest'anno rappresenta, invece, il risultato di ricerche condotte sotto la guida del curatore con lo scopo di proporre in una nuova prospettiva gli elementi di riferimento per un rapporto nuovo e attuale tra noi, la nostra civiltà e l’architettura.

Arte in Centro

Dal 4 luglio al 28 settembre la manifestazione "Arte in Centro" raccoglie nove mostre, 20 eventi collaterali, 100 artisti internazionali, 13 curatori e più di 10 sedi espositive in un solo network. È un'iniziativa di sei fondazioni delle regioni Abruzzo e Marche nata dall'esigenza di dare vita a un sistema culturale integrato, in un territorio ricco di specificità. Un'unione che rappresenta un motore di innovazione e allo stesso tempo di valorizzazione delle singole identità. Gli eventi si svolgono in sette comuni. Ad Ascoli Piceno, per esempio, si tiene la mostra "Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini", che mette in dialogo le opere del pittore marchigiano Osvaldo Licini con quelle di artisti contemporanei nazionali e internazionali; nella cattedrale di Atri, in Abruzzo, si svolge la mostra "Stills of Peace and Everyday Life", che mette in dialogo fotografia, video e installazioni di artisti italiani e pakistani contemporanei.

Maria Lai in Sardegna

La Sardegna celebra Maria Lai, artista sarda scomparsa l'anno scorso all'età di 94 anni, attraverso una retrospettiva intitolata "Ricucire il mondo" che si svolge in tre musei a Cagliari, Nuoro e Ulassai, luogo di nascita dell'artista. Palazzo di Città a Cagliari, dal 10 luglio al 2 novembre, ospita la prima parte del progetto dedicata alla produzione dagli anni Quaranta agli anni Ottanta e una serie di documentari tra cui il video della performance collettiva "Legarsi alla montagna", realizzata a Ulassai nel 1981, lavoro chiave nello sviluppo dei linguaggi dell’artista ed elemento unificante delle tre sedi del progetto. Al Museo MAN di Nuoro si tiene, invece, dall'11 luglio al 12 ottobre, la seconda parte dedicata alla produzione dagli anni Ottanta al Duemila, un momento di particolare intensità creativa per l’artista, portato avanti in sintonia con gli sviluppi delle coeve ricerche internazionali in ambito performativo, relazionale e pubblico. Infine a Ulassai ci sono, dal 12 luglio al 2 novembre, due percorsi da visitare: "Una stazione per l’arte", l'antica stazione ferroviaria convertita in museo per Maria Lai e allestita secondo il suo progetto originale, e gli interventi ambientali nel paese realizzati a partire dai primi anni Ottanta.

Ettore Spalletti a Roma e Napoli

Un altro grande artista italiano è celebrato in tre musei. Si tratta di Ettore Spalletti, abruzzese, nato nel 1940, in mostra al MADRE di Napoli (dal 13 aprile al 18 agosto), al MAXXI di Roma (dal 13 marzo al 14 settembre) e alla GAM di Torino (già conclusa). Le tre mostre raccolgono 70 opere sotto il titolo poetico "Un giorno così bianco, così bianco". La mostra al MADRE ripercorre la ricerca dell’artista dagli esordi negli anni Sessanta fino a oggi, unendo pittura, scultura, installazioni ambientali, libri e progetti. Sono presenti tutti i temi centrali nell'opera di Spalletti: l’annullamento del tempo inteso come linearità e progressione e la sua esplorazione come eterno presente, la relazione tra dato naturale e linguaggio astratto, il rapporto tra pittura e scultura come articolazione del colore e dei volumi nello spazio, la memoria del classico coniugata con la modernità, la centralità dell’esperienza del paesaggio e l’esplorazione della monocromia come metafora della sensibilità percettiva. Al MAXXI, invece, l’artista si confronta con lo spazio architettonico fortemente caratterizzato e si appropria dello spazio componendo un percorso costruito dai suoi lavori più recenti.

 



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Takashi Murakami, Red Demon and Blue Demon with 48 Arhats, 2013, Acrilico, foglia d'oro e di platino su tela montata su tavola, 3 x 5 m, Courtesy Blum & Poe, Los Angeles, ©2013 Takashi Murakami/Kaikai Kiki Co., Ltd. All Rights Reserved. 

Lacopo Pasqui, Roseto degli Abruzzi, 03/03/2010, Courtesy Arte in Centro.

Ettore Spalletti, Movimento trattenuto, 2001, impasto di colore su marmo bianco Sivec, sedici elementi, 110 x 15,5 x 17,5 cm ciascuno, fotografia di Mario Di Paolo, Courtesy Madre Napoli.

Last Updated on Thursday, 14 August 2014 16:00
 
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