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Il mercato dell'arte

Il mercato dell'arte in Italia: Design da Nova Ars

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 24 July 2014 15:45

Alessandro Mendini, Superego, Totem, scultura totem in ceramica dorata che presenta una successione di elementi quadrati e sferici, firmata

ASTI, Italia – Forma o funzione? Decorazione o utilità? Opera d'arte o oggetto di design? Domande su cui da sempre si interrogano designer e architetti e che attraversano come un fil rouge i lotti messi in vendita dalla casa d'aste di Asti specializzata in design Nova Ars il 31 luglio: un originale mix di circa 140 di pezzi di design e opere d'arte contemporanea dagli anni 30 a oggi, con stime dai 500 ai 18.000 euro.

In vendita ci saranno, per esempio, sculture realizzate da designer tra cui "Separazione nostalgica" di Angelo Mangiarotti (lotto 11, stima €3.000-3.500), scultura in plexiglas che il designer e architetto milanese ha realizzato anche in altri materiali come il marmo e il bronzo e che presenta due elementi senza funzione che si possono avvicinare e allontanare; oppure il totem in ceramica dorata "Superego" di Alessandro Mendini (lotto 42, stima €3.000-4.000), esemplare in edizione di otto realizzato su modello di una delle 13 sculture uniche concepite per il progetto "Arts & Crafts & Design. Il tempo secondo Alessandro Mendini e i suoi artigiani" nel 2013; e ancora la scultura perforata di Giò Ponti creata per Sabbatini nel 1978 (lotto 8D, stima €2.000-2.500) e la recente serie di sculture in ceramica di Massimo Giacon (lotti 126-143, stime €2.000-4.000), originali figure in edizione di 50 tra design, fumetto e pop surrealismo che sono state da poco mostrate alla Triennale di Milano.

Ma ci saranno anche vari pezzi di design in cui l'elemento decorativo prevale sulla funzione, come la poltrona "Hérisson" di Marzio Cecchi (lotto 38, stima €13.000-15.000), un designer poco conosciuto, noto solo ai collezionisti, perché ha lavorato poco per l'industria e molto di più per le gallerie ed è stato a lungo attivo negli Stati Uniti. Si tratta di una poltrona a forma di riccio del 1969, realizzata in pochissimi esemplari, che ha saputo anticipare le provocazioni degli anni 70 e 80 e l'abbandono del diktat della funzione a favore della forma e della decorazione, tendenza che rispecchiava un cambiamento di gusto ma anche di società.

Poi, esempi di design pop degli anni 70, come la poltrona a forma di occhio "Le Témoin" di Dino Gavina e Man Ray (lotto 18, stima €2.000-2.500), o la poltrona "Magritta" ispirata ad un quadro di Magritte di Dino Gavina e Sebastián Matta (lotto 19, stima €2.000-2.500).

Tra i pezzi più importanti all'asta ci sarà una cassettiera piramidale del giapponese Shiro Kuramata (lotto 30, stima €15.000-18.000), prodotta da Cappellini nel 1968 in poche edizioni e molto difficile da realizzare perché interamente in plexiglas e con i cassetti uno diverso dall'altro all'interno di una piramide alta quasi due metri. Shiro Kuramata è stato un designer molto attivo in Italia che ha lavorato anche con Ettore Sottsass all'interno di Memphis. Anche Sottsass è rappresentato con diversi pezzi: da alcuni mobili (lotti 22, 25, 32, 36, 44, stime €3.000-10.000) ad una serie di gioielli (lotti 67-72, stime €3.500-6.000).

E poi, ancora, ci saranno opere d'arte legate al design, come le fotografie di oggetti di design realizzate da Occhiomagico e utilizzate come copertine della rivista Domus (lotti 82-113, stime €800-6.000). "Occhiomagico è un gruppo che ha iniziato a lavorare negli anni 70 con Studio Alchimia", ci spiega lo specialista di Nova Ars Edoardo Scagliola, "e che è stato alquanto dimenticato, ma è in fase di rivalutazione. Già lo scorso ottobre è stata dedicata a questo gruppo una retrospettiva a Mosca all'interno della Design Week".

Non mancheranno, tuttavia alcuni pezzi più classici come un grande tavolo con struttura in ferro battuto e piano in marmo del 1930 circa di Pierluigi Colli (lotto 2, stima €10.000-15.000); una piantana di Cesare Lacca degli anni 50, che ancora porta il decorativismo tipico del decennio precedente (lotto 8M, stima €1.500-2.000) e alcune lampade degli anni 50, oggi molto di moda, tra cui una di Max Ingrand per Fontana Arte attualmente molto ricercato (lotto 8E, stima €3.400-4.000).



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Alessandro Mendini, Superego, Totem, scultura totem in ceramica dorata che presenta una successione di elementi quadrati e sferici, firmata  

Shiro Kuramata, Produzione Cappellini, Piramide, Mobile a cassetti su ruote in metacrilato nero, 1968 circa, 70x60 cm, h 183 cm. Courtesy Nova Ars. 

Marzio Cecchi, Studio Most, Hérisson, importante sedia, struttura a stella, vinile argentato, 1969, 80x150x130 cm. Courtesy Nova Ars.

Occhiomagico, Tin Douf, 1979, 33X51 cm, vintage, c-print, dipinta a mano,  copia unica. Courtesy Nova Ars. 

Massimo Giacon, Love carrot, ceramica, ed. di 50, Superego Editions, 2009, h 58 cm. Courtesy Nova Ars. 

Last Updated on Thursday, 24 July 2014 16:03
 

Il mercato dell'arte in Italia: Fumetto, il mercato di Dylan Dog

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 14 July 2014 13:47

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 1, ‘L'alba dei morti viventi - Jack lo squartatore - Le notti della luna piena’. Courtesy Little Nemo Torino.

TORINO, Italy – Ottimo bilancio per la mostra "Dylan Dog a Torino - Bruno Brindisi e Fabio Civitelli", organizzata dalla casa d'aste e galleria d'arte specializzata in fumetto Little Nemo, che ancora una volta conferma la grande popolarità di questo personaggio in Italia.

Per l'occasione, infatti, Little Nemo ha creato un portfolio con le cinque copertine più belle della mostra stampate su carta di pregio in edizione di 99 al prezzo di 60 euro che ha registrato subito il sold out. "Avremmo potuto farne tre volte tanto", ha commentato il direttore Sergio Pignatone. "È una conferma che anche tutto il merchandising prodotto intorno alla figura di questo eroe del fumetto italiano è richiestissimo".

Il personaggio di Dylan Dog, "indagatore dell'incubo" alle prese con il paranormale, è interessante nella storia del fumetto perché ha saputo raggiungere un larghissimo pubblico, anche femminile, ampliando notevolmente il mercato. Quando è nato nel 1986 (era già nel cassetto da un paio di anni) ha rappresentato una svolta per la casa editrice Sergio Bonelli Editore, che prima di lui era nota per fumetti come Tex, Zagor e il Piccolo Ranger. Insieme al fumetto di Martin Mystère, nato nel 1982, è riuscito a svecchiare la casa editrice.

È nato dalla mente di Tiziano Sclavi, che già lavorava per la Bonelli Editore e che inizialmente ha incontrato titubanza da parte di Sergio Bonelli poiché si trattava di un fumetto horror. Il livello qualitativo era, però, tale che il progetto è stato lanciato e nel giro di 30-40 numeri è diventato un fenomeno epocale. Negli anni 90 arrivavano addirittura 200 copie in ogni edicola.

Il successo è dovuto alla combinazione dei testi brillanti di Tiziano Sclavi da un lato e alla maestria dei disegni di Angelo Stano dall'altro, che ha saputo creare eleganti richiami all'arte di Schiele e Klimt dando vita ad una riuscita contaminazione tra il genere popolare del fumetto e le più alte espressioni dell'arte. Inoltre si tratta di un personaggio forte con un allure romantica che mancava agli altri personaggi del fumetto - che si limitavano all'avventura -, circondato da altri personaggi altrettanto forti come Groucho, Xabaras e figure femminili piene di fascino come Morgana.

A Stano si sono affiancati disegnatori di alto prestigio che hanno mantenuto un altissimo livello grafico come Claudio Villa, Corrado Roi, Bruno Brindisi. A quest'ultimo è dedicata la mostra di Little Nemo, ancora in corso fino al 19 luglio e che sarà poi riproposta nei prossimi mesi a Lucca per il Lucca Comics e a Padova durante la fiera dell'arte Arte Padova.

La grande popolarità del personaggio ha fatto sì che da subito si sviluppasse un amplissimo collezionismo di Dylan Dog. Si favoleggia che una copia del numero uno negli anni 90 sia stata pagata un milione di lire, una cifra altissima per un fumetto uscito solo dieci anni prima. La cifra corretta oggi sarebbe intorno ai 200-300 euro.

Per le copie ordinarie, in media, il costo si aggira tra i 2 e 5 euro. Alcuni numeri importanti raggiungono i 50 euro, come per esempio il numero 13. Il prezzo dipende naturalmente anche dallo stato di conservazione, fattore da non trascurare perché sia il tipo di carta, che il nero della copertina sono facilmente deteriorabili.

Per un'intera collezione (circa 300 numeri) il prezzo va da 500 a 1.500 euro. Un altro elemento di cui tener conto è il fatto che da subito siano state fatte moltissime ristampe. Quindi non è un mercato da grande investimento ma sicuramente molto diffuso.

Per quanto riguarda le tavole, invece, si va da 100 a 600 euro a seconda dell'autore. Più alti i prezzi delle copertine: si va da 1.500 euro per le copertine degli ultimi numeri, disegnate da Stano, a 5.000-6.000 euro per le copertine dei primi 41 numeri, disegnate da Claudio Villa. Negli anni 90 una di queste copertine costava 1 milione-1,5 milioni di lire, quindi oggi il prezzo si è moltiplicato notevolmente.

Le copertine in mostra da Little Nemo, invece, sono come dicevamo di Bruno Brindisi, un disegnatore che fino al 2013 ha realizzato solo gli interni del fumetto e poi si è trovato a confrontarsi con la copertina - e quindi con i grandi maestri Villa e Stano - in occasione della ristampa a colori di 50 numeri da parte del gruppo editoriale L'Espresso. In mostra ci sono le copertine e le bozze che mostrano il compito non semplice di reinventare la copertina senza tradire la grande eredità.

In generale il mercato del fumetto oggi continua a premiare la qualità, la rarità e l'ottimo stato di conservazione. Soprattutto per le tavole c'è un vero e proprio boom all'estero. Si pensi alle aste di Artcurial, ma anche all'arrivo su questo mercato dei grandi colossi come Christie's, che ha battuto un'asta da 4,5 milioni di euro, e Sotheby's, che si prepara ad entrare nel mercato sulla piazza di Bruxelles all'inizio del 2015.

Tra gli autori più popolari sul mercato non mancano gli italiani come Hugo Pratt, Milo Manara, Vittorio Giardino, Guido Crepax e Dino Battaglia. Dylan Dog è un fumetto molto italiano ma viene stampato anche in altre nazioni tra cui Francia, Turchia, nell'Europa nel Nord. All'estero è particolarmente amato in Croazia e Slovenia.



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 1, ‘L'alba dei morti viventi - Jack lo squartatore - Le notti della luna piena’. Courtesy Little Nemo Torino. 

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 22, ‘I segreti di Ramblyn’. Courtesy Little Nemo Torino.

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 43. Courtesy Little Nemo Torino.

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 15, ‘Storia di Nessuno’. Courtesy Little Nemo Torino.

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 19, ‘LA Mummia’. Courtesy Little Nemo Torino.

Bruno Brindisi, ‘Dylan Dog’, Vol. 20, ‘La clessidra di Pietra’. Courtesy Little Nemo Torino.

Last Updated on Monday, 14 July 2014 14:19
 

Il mercato dell'arte in Italia: Libri e dipinti antichi da Bibliopathos

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Written by Silvia Anna Barrila   
Thursday, 03 July 2014 13:33

Giulio Cesare Procaccini, Sacrificio di Isacco, olio su tela, Courtesy Bibliopathos

Dopo dieci anni di attività come librai antiquari e galleria d'arte, Bibliopathos ha aperto nel 2013 una casa d'aste. Dall'inizio dell'attività ha già tenuto sei aste e a luglio ce ne sono in calendario altre tre. Il 9 luglio si svolgerà a Torino un'asta di dipinti antichi composta da 59 lotti (24 dipinti e per il resto incisioni e disegni), con stime comprese tra 500 euro e 100.000 euro. Include opere di grandi maestri dal XVI al XVIII secolo, ma anche alcune opere minori dai prezzi più abbordabili per collezionisti neofiti.

I due pezzi più importanti sono il "Lamento sul Cristo morto" del Bassano, opera appartenuta ai reali di Spagna Filippo V e sua moglie Isabella e pubblicata nel catalogo ufficiale delle loro collezioni (lotto 2, stima 80.000-100.000 euro), e il "Sacrificio di Isacco" di Giulio Cesare Procaccini, un'opera autografa recentemente scoperta (lotto 10, stima 100.000-120.000 euro). Altri dipinti importanti sono la Madonna di Van Orley, anch'essa firmata (lotto 18, stima 25.000-30.000 euro), e "Leda e il Cigno", un dipinto su tavola della metà del Cinquecento in ottime condizioni attribuito al pittore fiammingo Sellaer (lotto 13, stima 70.000-90.000 euro). "Per gli amanti della musica", segnala lo specialista Antonello Privitera, "ci sono anche due splendidi dipinti su questo soggetto: "Allegoria della musica" di Van Ehrenstrahl (lotto 3, stima 20.000-25.000 euro) e "Giovane donna che suona il liuto" di Backhuyzen, firmata e datata (lotto 1, stima 20.000-30.000 euro)."

Il 10 luglio, invece, a Verona, si svolgeranno due aste di libri. Una di libri del Rinascimento con esemplari anche rari come il lotto 104, il "Mikropresbutikon" di Henricus Petrus, una collezione di testi apocrifi che risale agli inizi della Chiesa e che mostra ancora legami con la cultura pagana (stima 2.000-3.000 euro). L'altra è un'asta di libri "fantasmi" cioè libri di cui non conosceva l'esistenza, sfuggiti ai bibliotecari, alle università e ai collezionisti. Sono 33 esemplari tra cui un messale del 1498 stampato su pergamena (lotto 16, stima 40.000-50.000 euro), e l'unica copia del manoscritto "Picatrix", un libro di magia araba, mai stampato perché ritenuto una "scalinata verso l'inferno."

"Il mercato dei libri antichi, in Italia come all'estero, si è modificato moltissimo negli ultimi anni", spiega Antonello Privitera. "C'è un'attenzione sempre maggiore verso splendidi esemplari, possibilmente in prima edizione. Inoltre gli interessi dei collezionisti si sono spostati, ma questo già da un ventennio a questa parte, sempre più verso i libri scientifici. Io vedo questa tendenza quasi come una conseguenza di quello che accade nel presente: lo spirito del tempo è tecnologico e affida più volentieri la ricerca delle verità alla scienza piuttosto che alla filosofia o al pensiero".

E il mercato dell'arte in generale? "Il trend è sicuramente in risalita rispetto agli anni passati", osserva Privitera, "anche se mercato si è molto ristretto già da cinque o sei anni, con un'attenzione da parte dei clienti soltanto verso opere di qualità, in parte per l'incertezza generale data dalla congiuntura economica mondiale ma in parte anche, a mio avviso, per una maggiore consapevolezza da parte dei collezionisti sviluppata anche a partire dall'enorme offerta di opere d'arte o volumi antichi disponibile online".

Come casa d'aste Bibliopathos si distingue per una politica di zero o basse commissioni per l'acquirente. "Secondo la nostra filosofia, infatti, è specialmente il venditore che deve sobbarcarsi l'onere di pagare i servizi della casa d'aste. Non vogliamo appesantire chi già si espone all'acquisto". La loro politica è stata accolta positivamente dai compratori e le percentuali di vendita sono state superiori al 50%.

Altre caratteristiche della casa d'asta sono: non offrire troppi lotti per non stancare i collezionisti e per potersi dedicare di più alla schedatura e all'esposizione delle opere; fornire cataloghi estremamente ricchi di informazioni, così che anche chi non conosce può farsi un'idea.

Se la specializzazione di Bibliopathos attualmente sono i libri antichi e i manoscritti e i dipinti antichi, per il futuro si conta di aprire nuovi dipartimenti, con speciale attenzione per l'arte contemporanea e l'arte russa."La scelta di offrire l'arte contemporanea è per aderenza ai nostri tempi", spiega Privitera. "Parla un linguaggio che ha grande forza espressiva e ritengo sia giusto affiancarla a quella antica e moderna. L'arte russa, specialmente le avanguardie, ma anche l'arte sovietica, è una mia personale passione e credo anche che, insieme alla cura verso gli autori emergenti, sia un ottimo terreno anche per investitori puri. Infatti il Realismo socialista è rimasto uno dei pochi settori dell'arte contemporanea ancora molto sottovalutato, anche per la difficoltà di trovare dipinti che abbiano un valore artistico che scavalchi i diktat imposti ai pittori dall'ideologia e dal regime comunista. Del resto, però, anche gli antichi pittori lavoravano dovendosi districare tra il capriccio dei sovrani e le imposizioni della Chiesa cattolica e la maggior parte di loro erano semplici artigiani di cui non è rimasta traccia. Allo stesso modo, nell'arte sovietica bisogna saper vedere il capolavoro, che appare ogni mille quadri: ma quando appare è un piccolo miracolo per gli occhi e per il cuore."

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ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Giulio Cesare Procaccini, Sacrificio di Isacco, olio su tela, Courtesy Bibliopathos

Bassano, Compianto sul Cristo morto, 1580-82, olio su tela, Courtesy Bibliopathos

Picatrix, 1624, Courtesy Bibliopathos

Mikropresbutikon, 1550, Courtesy Bibliopathos

Last Updated on Thursday, 03 July 2014 13:46
 

Il mercato dell'arte in Italia: arte moderna e contemporanea da Wannenes

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 09 June 2014 14:23

Lotto 44, Giorgio De Chirico, ‘Le Bagnanti,’ 1946, Olio su tela, cm 40X50. Stima €40.000-50.000. Courtesy Wannenes.

GENOVA, Italia – Il 18 giugno la casa d'aste genovese Wannenes mette all'asta 110 opere di arte moderna e contemporanea con stime che vanno da 1.000 € a 60.000-80.000 € per una tempera su tavola di Alberto Savinio intitolata "L'isola preziosa", del 1949 (lotto 90). "Sono opere che si rivolgono anche ad un collezionismo di fascia media, ma è un catalogo non molto grande perché puntiamo alla qualità," spiega l'esperto Guido Vitali. "Le opere provengono al 99% da collezioni private e vanno dal Novecento storicizzato italiano a rappresentanti dell'arte internazionale come Richard Hamilton, Ramon Casas e Jesús-Rafael Soto".

Il nucleo centrale dell'asta è composto da una selezione di opere appartenute all'attore Giuliano Gemma che è scomparso tragicamente l'anno scorso in un incidente stradale.

"Oltre ad essere stato un grande attore – prosegue Vitali – vorrei ricordare che Giuliano Gemma è stato un collezionista d'arte che ha conosciuto personalmente artisti italiani importanti come Mario Schifano, Giorgio De Chirico e Corrado Cagli, ma è stato anche egli stesso un artista". All'asta verranno offerte due sculture in bronzo raffiguranti ballerine di cabaret di 2,10 metri di altezza che sono state interamente realizzate da Gemma - quindi dalla creazione della struttura in gesso, al procedimento della fusione a cera persa, alla realizzazione delle statue in bronzo - e si trovavano nella villa di Cerveteri dell'attore (lotti 32 e 33, stima €5.000-7.000 ciascuno).

"È un lato poco esplorato di Gemma che è noto prevalentemente come attore", spiega Vitali. "In alcune interviste rilasciate poco prima che morisse, Gemma aveva parlato della gioia di vedere il blocco di materia, gesso o marmo, che poco a poco prendeva vita e si trasformava sotto le sue mani. Era qualcosa che lo affascinava".

Tra le opere provenienti dalla sua collezione, invece, c'è un bel dipinto olio su tela di Giorgio De Chirico del 1946 intitolato "Le Bagnanti", pubblicato anche sul catalogo generale, appartenente alla produzione romantica barocca (lotto 44, stima 40.000-50.000 €).

Tra le altre opere in catalogo, l'esperto Guido Vitali segnala un olio su tavola degli anni 30 del Novecento di Giacomo Balla intitolato "Dalie bianche nel vaso" del periodo successivo alla produzione futurista tanta ricercata oggi, ma di un periodo nel quale Balla rilegge la sua prima produzione figurativa e realista. È un'opera mai passata in asta prima, proveniente da una collezione romana molto importante (lotto 89).

Tra i nomi internazionali, invece, c'è Ramon Casas (1866-1932), un artista catalano famoso per i ritratti e le caricature della società spagnola. È rappresentato con un olio su tela di dimensioni importanti (56x46 cm), nel quale è ritratto il re Alfonso XIII (lotto 82, stima €8.000-12.000). Opere simili a queste sono esposte nei principali musei spagnoli, uno tra tutti il Museo Nazionale d'Arte della Catalogna (MNAC) di Barcellona, dove esiste un dipinto che ritrae lo stesso Alfonso XIII ed è molto simile a quello all'asta da Wannenes. Proviene da una collezione privata di Firenze.

Ci sono anche opere interessanti di Optical Art come quelle di Jesús-Rafael Soto, un artista molto richiesto, scomparso nel 2005, che nel 2013 ha avuto un'importante mostra al Pompidou in occasione dell'ingresso nella collezione del museo di diverse sue opere. Da Wannenes vanno all'asta due sue opere su plexiglas. Non sono pezzi unici ma a tiratura limitata (edizioni di 100) del 1967 che oggi sono difficili da reperire sul mercato italiano. Sono state proposte a Wannenes da un collezionista spagnolo (lotti 12 e 13, stima €5.000-7.000 ciascuno).

Il giorno dopo, 19 giugno, Wannenes terrà un'asta di design con 400 lotti con stime che vanno da 200 € a 12.000-14.000 € per un cassettone di Giò Ponti degli anni 50. Il primo decennio del dopoguerra è al centro dell'asta di Wannenes: un momento d'oro per il design italiano che si risollevava dai disastri della guerra unendo creatività, imprenditorialità e artigianalità. Tra gli highlight ci sono anche uno scrittoio da camera di Ico Parisi, modello presentato dall'azienda Altamira alla mostra di New York nel 1954, stimato 5.000-6.000 €, e una libreria LB7 di Franco Albini del 1957 stimata 3.500-4.000 €.



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Lotto 44, Giorgio De Chirico, ‘Le Bagnanti,’ 1946, Olio su tela, cm 40X50. Stima €40.000-50.000. Courtesy Wannenes. 

Lotto 89, Giacomo Balla, ‘Dalie bianche nel vaso,’ anni ’30, Olio su tavola, cm 65X56. Stima €22.000-26.000. Courtesy Wannenes. 

Lotto 12, Jesus-Rafael Soto, ‘Spirales,’ 1967, (dalla serie Sotomagie), plexiglass dipinto e aste di metallo, cm 34X34X18, Es. 18/100. Stima €5.000-7.000. Courtesy Wannenes. 

 Lotto w82, Ramon Casas, Ritratto di Re Alfonso XIII, inizi secolo XX, Olio su tela, cm 56X46. Stima €8.000-12.000. Courtesy Wannenes.

 

Last Updated on Monday, 09 June 2014 14:58
 

Il mercato dell'arte in Italia: Arte orientale da Cambi a Genova

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Tuesday, 13 May 2014 14:20

Importante e monumentale corallo rosso scolpito con raffigurazioni di Guanyin, animali e vegetazione, Cina, Dinastia Qing, fine XIX secolo, gr 7570, cm 75x77. Stima: €50.000-70.000. Courtesy Cambi Genova.

GENOVA, Italia – Si svolge in questi giorni a Londra l'anteprima dell'asta di arte cinese di Cambi, casa d'aste genovese che negli ultimi anni sotto la guida dell'esperto Dario Mottola ha conquistato il primo posto in questo mercato in Italia e si sta affermando anche a livello internazionale, come si vede dalle opere consegnate per la vendita anche da paesi stranieri come Francia, Germania e Gran Bretagna.

La preview, che si svolge dal 9 al 15 maggio nei nuovi uffici londinesi di Cambi a Dover Street, presenta i lotti più importanti che andranno all'asta a Genova il 28-29 maggio. "In Italia non c'è un mercato interno per l'arte cinese", spiega ad Auction Central News l'esperto Dario Mottola, "ma si trovano oggetti molto importanti perché già a partire dalla fine del Seicento le grandi famiglie nobiliari di Torino, Genova e Milano hanno importato oggetti dalla Cina. E non solo quelli che erano prodotti in Cina ma destinati al mercato estero, quindi con un gusto più decorativo, ma anche quelli che erano fatti per il mercato e il gusto cinese e che ora i collezionisti cinesi stanno ricomprando per recuperare il loro patrimonio artistico e culturale disperso nei secoli".

Secondo Mottola rispetto all'anno scorso, quando Cambi ha segnato diversi record per l'arte cinese in Italia, il mercato non è cambiato e si mantiene forte. Anche il catalogo del 28-29 maggio - che secondo Mottola è il più interessante dal punto di vista scientifico delle aste fatte finora - presenta diversi lotti importanti che, nonostante le stime conservative, possono arrivare molto in alto. "I cinesi sono imprevedibili", dice Mottola, "quando sono disposti a pagare per un oggetto, si può arrivare a prezzi impensati", come nel caso della figura di begtse in bronzo dorato e dipinto passata da Cambi nel 2012, stimata 20.000-25.000 euro e venduta per 596.000 euro, oppure un paravento che nel 2013 è passato da una stima di stima 12.000-15.000 euro ad un risultato di 2.072.000 euro.

L'asta di quest'anno copre tutti i settori dell'arte cinese ma spiccano i coralli e le giade. È divisa in tre cataloghi di cui uno che mette in luce, appunto, i coralli. Tra questi ce ne sono due di peso straordinario: uno da quasi 8 kg di rosso intenso, scolpito con raffigurazioni di Guanyin (figura religiosa), animali e vegetazione (Cina, Dinastia Qing, fine XIX secolo, cm 75x77, lotto 23, stima 50.000-70.000 euro) e uno da 10,5 kg di colore arancio con Guanyin e dignitari con due iscrizioni (Cina, Dinastia Qing, fine XIX secolo, cm 62x85, lotto 32, stima 40.000-60.000 euro).

Un altro catalogo è dedicato alle porcellane, alle giade e ai bronzi. Mentre le porcellane sono tutte del XIX secolo e prevalentemente decorative, tra le giade ci sono alcuni oggetti eccezionali. Primo fra tutti il lotto raffigurato sul retro del catalogo: una straordinaria piccola ascia rituale in giada bianca incisa sui due lati con decorazioni "taotie" ed elementi arcaici (Cina, periodo Qianlong, 1736-1796, cm 7,3x6, lotto 138, stima 20.000-30.000 euro). È straordinaria sia per il colore, che per il tipo di incisione, che per la simbologia. "In più di 30 anni non ho mai visto un oggetto di così alta qualità concentrata in dimensioni così piccole", ha commentato Mottola.

Per le giade cinesi il colore è una discriminante significativa nella formazione del prezzo. Le più importanti e le più care sono quelle bianche, seguite da quelle gialle che però sono rarissime. Poi viene il bianco celadon, il grigio e il verde. Per la giadeite, invece, scoperta più tardi, quella più preziosa è del colore verde smeraldo traslucido che rappresenta il massimo. Segue il colore verde smeraldo, il color verde mela e infine il bianco.

Sempre tra le giade, l'asta di Cambi presenta un importante incensiere in giadeite verde smeraldo con coperchio (Cina, Dinastia Qing, fine XIX secolo, cm 14x14,5, collezione Bulgari in scatola originale, lotto 191, stima 40.000-60.000 euro).

Un altro incensiere importantissimo è tra i bronzi: si tratta di un incensiere tripode rituale in bronzo cesellato della dinastia Shang che risale al 1750-1028 a.C. (cm 16,5, proviene dalle collezioni Tucci di Roma e Giuganini, stima 30.000-40.000 euro). Sempre tra i bronzi c'è una grande ed importante figura in bronzo dorato e rame di Vajrapani (protettore del Buddha, Cina, Dinastia Qing, XVIII secolo, cm 55, stima 30.000-50.000 euro).

Ma questi sono soltanto alcuni dei pezzi eccezionali offerti nella vendita. Il terzo catalogo, invece, è un catalogo ad offerta libera, un nuovo esperimento, con oggetti di minor valore ma comunque degni, pensato per avvicinare nuovi collezionisti a questo mercato.



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

 Importante e monumentale corallo rosso scolpito con raffigurazioni di Guanyin, animali e vegetazione, Cina, Dinastia Qing, fine XIX secolo, gr 7570, cm 75x77. Stima: €50.000-70.000. Courtesy Cambi Genova.

 Straordinaria piccola ascia rituale in giada bianca incisa sui due lati con figure di taotie ed elementi arcaici, Cina, marca a rilievo e del periodo Qianlong (1736-1796), cm 7,3x6. Stima: €20.000-30.000. Courtesy Cambi Genova.

 Incensiere in giadeite verde smeraldo con coperchio, Cina, Dinastia Qing, fine XIX secolo, h cm 14 diam cm 14,5, collezione Bulgari in scatola originale. Stima: €40.000,-60.000. Courtesy Cambi Genova

Incensiere tripode rituale in bronzo cesellato, Cina, Dinastia Shang (1750-1028 a.C.), h cm 16,5. Provenienza: Collezione Tucci - Roma, Collezione Giuganini. Stima: €30.000-40.000. Courtesy Cambi Genova 

Grande ed importante figura in bronzo dorato e rame di Vajrapani, Cina, Dinastia Qing, XVIII secolo h cm 55. Stima: €30.000-50.000. Courtesy Cambi Genova 

Last Updated on Tuesday, 13 May 2014 14:39
 
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