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Il mercato dell'arte

Il mercato dell'arte in Italia: Design italiano da Nova Ars

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Tuesday, 22 April 2014 14:06

 Enzo Mari, piatto in ceramica, Firmato sotto la base, Prod. Danese, Milano, 1973, Bibiliografia: Enzo Mari, Il lavoro al centro, Electa, Courtesy Nova Ars.

ASTI, Italia – La casa d'aste specializzata in design Nova Ars, con sede ad Asti in Piemonte, tiene il 6 maggio una vendita tutta dedicata al design industriale italiano. Include un centinaio di lotti tra cui alcune icone del passato originali del periodo in cui sono state create di non facile reperibilità.

"Quando si parla di design industriale vintage i prezzi per uno stesso oggetto possono cambiare enormemente a seconda della serie e di alcuni dettagli di produzione", spiega ad Auction Central News Ilario Scagliola, direttore di Nova Ars. "Noi cerchiamo di avere sempre l'esemplare dell'anno in cui l'oggetto è stato concepito o al massimo quello dell'anno successivo per mantenere l'originalità e i dettagli dell'epoca".

Uno dei lotti più interessanti dell'asta è un servizio da tè in porcellana di Richard Ginori su disegno di Giò Ponti. È databile agli anni 20 perché presenta un cartiglio d'oro usato per pezzi molto importanti e di alto livello solo per pochi anni intorno al 1923-1928 (lotto 3, stima €1.200-1.500). Si tratta, quindi, di un servizio che risale all'inizio della collaborazione tra Giò Ponti e Richard Ginori in cui si vede il cambiamento e tutta la modernità apportata dal maestro milanese.

Ciò si nota confrontando, per esempio, lo stesso servizio da tè con il lotto successivo (lotto 3A, stima €1.800-2.000), un vaso Richard Ginori del 1880 circa che presenta ancora una decorazione floreale con putti, uccelli e serpenti. Una produzione del genere sarebbe potuta andare avanti anche negli anni 20 se Giò Ponti non avesse introdotto un'estetica moderna.

Entrambi i lotti provengono dalla Pittoria di doccia, che è stata una delle più prestigiose manifatture di porcellana in Europa, di proprietà di Ginori e poi di Richard Ginori dopo la fusione.

Tra gli elementi di illuminazione, l'asta include una serie di lampade dell'azienda muranese Mazzega disegnata da Carlo Nason nel 1969, designer che proviene da una delle famiglie di vetrai più antiche dell'isola di Murano ma che allo stesso tempo è sempre stato molto innovativo. Sono importanti per la loro particolarità e perché non sono facili da reperire (lotti 65, 66, 68, 69 e 72; il 68 è un centrotavola ma fa parte della stessa serie. Stime tra €300-500 e €1.300-1.500).

Enzo Mari, importante designer, artista e teorico del design, è rappresentato da due centritavola importanti, entrambi realizzati da Danese Milano. Il primo è in porcellana del 1973, realizzato a mano con lo scopo di far tornare l'artigianato nel design (lotto 84, stima €3.000-3.500). Erano pezzi costosi e di difficile esecuzione. L'altro è in plastica del 1968. È molto raro perché era molto difficile da eseguire tanto che la produzione fu interrotta. L'oggetto è stato riproposto da Alessi qualche anno fa e già quello di Alessi è un pezzo da collezione, quindi questo è ancora più prezioso e raro (lotto 59, stima €1.200-1.500).

Da segnalare, infine, la lampada di Toni Cordero, famoso per gli interni realizzati per le case dell’alta società e della moda, realizzata per Artemide nel 1990. È interessante per il tipo di esecuzione e i materiali utilizzati (lotto 92A, stima €2.500-3.000).

 



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

 EEnzo Mari, piatto in ceramica, Firmato sotto la base, Prod. Danese, Milano, 1973, Bibiliografia: Enzo Mari, Il lavoro al centro, Electa, Courtesy Nova Ars.

 Centrotavola in plastica modello Adal, Enzo Mari, Danese, 1968, Courtesy Nova Ars.

Gio Ponti, Richard Ginori, Pittoria di Doccia, 1925 ca. Servizio da tè in porcellana composto da 6 piattini, 6 tazze, teiera, zuccheriera e lattiera. Timbro e cartiglio dorato su ogni pezzo. Courtesy Nova Ars 

Lampadario in vetro soffiato di Murano a semicerchi concentrici, 1969, Dimensioni: h 50cm, larghezza 60cm, Courtesy Nova Ars. 

Last Updated on Tuesday, 22 April 2014 14:26
 

Il mercato dell'arte in Italia: Urania Casa d'Aste

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 17 April 2014 13:30

Lotto 112, Benito Jacovitti, Pinocchio (1964), €9.500-13.000. Courtesy Urania.

PARMA, Italia – È nata in Italia una nuova casa d'aste dedicata alle illustrazioni e alle tavole originali dei maestri del fumetto. Si chiama Urania Casa d'Aste e ha sede a Parma. Accanto a Little Nemo, casa d'aste torinese specializzata in fumetti, è un caso unico in Italia; mentre Little Nemo vende anche fumetti e gadget, Urania si concentra unicamente sulle tavole originali.

"Si tratta di un mercato in espansione in Italia", ha detto ad Auction Central News il fondatore, Daniele Gramella, lui stesso collezionista di tavole da circa sette anni. A differenza della Francia o degli Stati Uniti, dove c'è un mercato strutturato nato già negli anni 80-90, in Italia il mercato si è formato solo verso la fine degli anni 90 e finora è rimasto circoscritto a pochi rivenditori privati e alle fiere di settore. Ma la domanda sta crescendo".

È significativo che anche Christie's abbia appena tenuto la sua prima asta dedicata alle tavole originali a Parigi, centro di questo mercato, il 5 aprile, realizzando €3,9 milioni in totale con percentuali di vendita dell' 87% per valore e del 73% per lotto. L'asta, organizzata in collaborazione con il gallerista parigino ed esperto del settore Daniel Maghen, ha portato ben 12 record.

In Francia ci sono diverse case d'asta che tengono vendite di fumetti, tra queste Artcurial e Millon. Inoltre ci sono gallerie specializzate come la già nominata Galerie Daniel Maghen, la Galerie Marcel a Parigi e Galerie Laqua a Berlino. Se i musei solitamente non collezionano ancora questo genere, esistono musei specializzati, come quello di Lucca.

"Negli ultimi anni i prezzi si sono rivalutati", ha spiegato Gramella, "e anche questo ha rappresentato un incentivo al collezionismo, ma in Italia si deve ancora sviluppare un mercato strutturato e la cultura che la tavola sia un'opera originale al pari di un'opera d'arte". Per "Tintin" di Hergé, per esempio, si è arrivati nel 2012 ad un record di 1,3 milioni di euro da Artcurial.

La prima asta di Urania si svolgerà il 4 maggio allo Spazio WOW – Museo del Fumetto di Milano e comprende 360 lotti con stime che vanno da €100 a €22.000. Le opere in vendita sono di autori prevalentemente italiani, come Pratt, Manara e Serpieri, ma non mancano anche nomi stranieri tra cui Foster e Herriman.

L'asta è divisa in tre sezioni: la prima dedicata ai grandi maestri, la seconda agli autori Disney, e la terza alle "strisce", le tipiche pubblicazioni settimanali.

Tra i lotti da segnalare ci sono due acquarelli di Hugo Pratt, "Il Matrimonio Parte I e Parte II" (lotti 206 e 207, stima €8.700-14.000 l'uno). Si tratta di due illustrazioni per la prima e la seconda parte del racconto breve "Il Matrimonio", pubblicato sul quotidiano La Nuova Venezia il 20 e il 27 luglio 1986, dell'amico di Pratt dei tempi argentini Alberto Ongaro. È un rarissimo caso in cui il maestro decise di prestare il suo volto ad un suo personaggio, realizzando così un vero e proprio autoritratto. Oltre alla rarità è importante il fatto che siano pubblicate, quindi autentiche, poiché il mercato di Pratt è minacciato dai falsi.

Di Milo Manara c'è un acquarello del 1983 intitolato "Tutto ricominciò con un'estate indiana" (lotto150, stima €7.500-10.000), mentre di Magnus c'è una copertina molto difficile da trovare realizzato per "Un certo Dottor Nadir" (1993) in cui mostra la sua maestria tecnica e compositiva matura (lotto 133, stima €3.600-4.500).

Andrea Pazienza, autore di Pescara vissuto a Bologna, è rappresentato da un ritratto di Zanardi, il suo personaggio più noto (lotto 189, stima €2.900-4.000).

Anche di Benito Jacovitti c'è un'opera molto rara, eseguita per "Pinocchio", il suo capolavoro (1964). La coloritura di quest'opera è stata eseguita dall’artista stesso e ciò la impreziosisce ancora di più considerato che solitamente Jacovitti si faceva aiutare nelle colorazioni da un suo assistente (lotto 112, stima €9.500-13.000).

Un altro grande nome italiano è quello di Guido Crepax, di cui è in vendita un pannello unico a china di Dr. Jekyll e Mr. Hide del 1986 (lotto 54, stima €4.500-6.000), un'opera matura dell’autore milanese sia dal punto di vista grafico che compositivo.

Tra gli stranieri le opere più importanti sono una tavola di "Tarzan" di Hal Foster del 1936, un classico del fumetto americano (lotto 360, stima €18.000-22.000). È un'opera rara persino negli Stati Uniti che in Europa è quasi impossibile trovare. E poi c'è una striscia di Krazy Kat di George Herriman, un pilastro del fumetto americano, del 1933, in cui va in scena la storica incomprensione tra il gatto innamorato Krazy Kat e il topo Ignatz (lotto 337, stima €2.000-3.500).

Tra gli autori Disney, si segnalano due copertine de "I Classici di Walt Disney", una di Giorgio Cavazzano (lotto 296, stima €450-700), e una di Marco Rota (lotto 317, stima €700-1.100).

 



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Lotto 112, Benito Jacovitti, Pinocchio (1964), €9.500-13.000. Courtesy Urania. 

Lotto 150, Milo Manara, Tutto ricominciò con un'estate indiana (1983), €7.500-10.000. Courtesy Urania.

Lotto 207, Hugo Pratt, Il Matrimonio Parte II (1986), €8.700-14.000. Courtesy Urania.

Lotto 360, Hal Foster, Tarzan, Death from the sky (1936), €18.000-22.000. Courtesy Urania.

Last Updated on Thursday, 17 April 2014 13:44
 

Il mercato dell'arte in Italia: Frida Kahlo a Roma

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 10 April 2014 12:45

Frida Kahlo, ‘Autoritratto come Tehuana, (o Diego nei miei pensieri),’ 1943, olio su tela, cm 76 x 61. The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca. © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014.

ROMA – Nel sessantesimo anniversario dalla scomparsa di Frida Kahlo (1907‐1954), l'Italia rende omaggio all'artista, mito e icona della cultura messicana novecentesca, con due mostre: una alle Scuderie del Quirinale a Roma (fino al 31 agosto), che analizza il rapporto tra l'artista e i movimenti artistici e culturali del suo tempo, e l'altra a Palazzo Ducale a Genova (dal 20 settembre) che indaga, invece, l'universo privato dell'artista e il suo rapporto con l'artista e compagno Diego Rivera.

Di certo nelle opere di Frida Kahlo è sempre presente l'inestricabile rapporto tra arte e vita, che per lei fu segnata da forti passioni e sofferenze, ma allo stesso tempo i dipinti e disegni dell'artista messicana riflettono anche i rivolgimenti del suo tempo, il suo credo politico, gli incontri con personaggi come André Breton e Lev Trotsky. "Sono nata con una rivoluzione", sosteneva, anche se era nata nel 1907. "Diciamolo. È in quel fuoco che sono nata, portata dall’impeto della rivolta fino al momento di vedere giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita. Sono nata nel 1910. Era estate. Di lì a poco Emiliano Zapata, el Gran Insurrecto, avrebbe sollevato il sud. Ho avuto questa fortuna: il 1910 è la mia data”.

Anche dal punto di vista artistico, le sue opere rappresentano una sorta di punto di intersezione tra le tradizioni folkloristiche e l'avanguardia artistica, tra il Modernismo e Surrealismo, tra la Nuova Oggettività e il Realismo magico, tra lo Stridentismo e il Muralismo messicano. Ed è questo che la mostra di Roma, la prima di queste dimensioni mai dedicata all'artista in Italia, vuole mostrare mettendo le opere di Frida Kahlo in dialogo con altri protagonisti del suo tempo, dagli italiani Giorgio de Chirico e Gino Severini, all'inglese Roland Penrose, al tedesco Carlo Mense, ai messicani José David Alfaro Siqueiros, Maria Izquierdo, Abraham Angel e naturalmente Diego Rivera.

L'esposizione è curata da Helga Prignitz Poda, autrice del catalogo ragionato dell'artista, e raccoglie circa 160 opere tra dipinti e disegni che coprono l'intera carriera di Frida Kahlo. Oltre quaranta i ritratti e gli autoritratti, a partire dal primo di una lunghissima serie: "Autoritratto con vestito di velluto" del 1926, dipinto a 19 anni per riconquistare l'amato Alejandro Gòmez Arias. In quest'opera, dipinta dopo il terribile incidente stradale che segnò la sua vita, Frida Kahlo raccolse la lezione di Diego Rivera, suo futuro marito, che attraverso i suoi affreschi le trasmise l'eredità rinascimentale, e si ispirò ad artisti come Botticelli e Bronzino.

Un altro celebre autoritratto in mostra, esposto per la prima volta in Italia, è "Autoritratto con collana di spine", dipinto nel 1940. In quegli anni la fama di Frida Kahlo iniziava già a diffondersi a livello internazionale: nel 1938 c'era stata la prima personale a New York presso la galleria di Julien Levy, famoso per aver portato in America i surrealisti parigini; nel 1939 seguì una mostra a Parigi, alla galleria Lerou et Colle, organizzata da Breton. E poi nel 1942 espose di nuovo a New York, questa volta nella mostra "Portrait of the 20th Century" al MoMa e nel 1943 in una rassegna di artiste organizzata da Peggy Guggenheim.

In questo periodo Frida Kahlo viene chiamata ad insegnare all'Accademia e attorno a lei si crea un piccolo gruppo di seguaci che si facevano chiamare "Los Fridos". Nell'"Autoritratto con scimmie", del 1943, Frida Kahlo si rappresenta come un'insegnante orgogliosa e umoristicamente raffigura il suo gruppo di studenti come delle scimmiette adoranti. Anche importanti collezionisti e mercanti d'arte iniziarono a sostenerla con acquisti e commissioni. Per esempio il ritratto di Marucha Lavín, anch'esso in mostra a Roma, fu commissionato a Frida Kahlo da un suo collezionista, il ricco ingegnere José Domingo Lavín. Per dare enfasi alla figura della moglie di Lavín, Frida Kahlo adottò il formato rinascimentale del tondo.

In mostra ci sono anche diversi disegni, tra cui lo "Schizzo a matita per il dipinto Ospedale Henry Ford (o Il letto volante)" del 1932, e oggetti come il famoso "corsetto in gesso" che teneva Frida Kahlo prigioniera subito dopo l'incidente e che lei dipinse ancor prima di passare ai ritratti. Si tratta di un pezzo unico che fino a poco tempo fa si credeva perduto.

E infine le fotografie. La mostra include i ritratti di Frida Kahlo realizzati da Nickolas Muray, per dieci anni amante dell'artista, tra cui "Frida sulla panchina Bianca, New York, 1939" che è diventato poi una famosa copertina della rivista Vogue, contribuendo a creare il mito Frida Kahlo.

 



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

Frida Kahlo, ‘Autoritratto come Tehuana, (o Diego nei miei pensieri),’ 1943, olio su tela, cm 76 x 61. The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca. © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014. 

Frida Kahlo, ‘Autoritratto con vestito di velluto,’ 1926, olio su tela, cm 79,7 x 59,9. Collezione Privata © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014. 

Frida Kahlo, ‘Autoritratto al confine tra Messico e Stati Uniti,’ 1937, olio su piastra di rame, cm 31,7 x 35. Collezione Privata © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014. 

Last Updated on Thursday, 10 April 2014 14:48
 

Il mercato dell'arte in Italia: arte moderna da Minerva

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 20 March 2014 12:58

Mirko Basaldella, ‘Composizione,’ 1954. Courtesy Minerva Auctions, Rome.

ROMA – Il 15 aprile si tiene da Minerva a Roma un'asta di arte moderna e contemporanea che include più di 300 lotti. Il catalogo è molto vario, con stime che vanno da poche centinaia di euro a 60.000-80.000 euro per il lotto di copertina, un'opera di Piero Dorazio del 1965 (lotto 249). "È un dipinto importante per le grandi dimensioni (85 x 245 cm), ma anche per la sua storia", racconta la specialista del dipartimento Giorgia Bava. "L'opera è stata esposta nella retrospettiva del 1975 a Todi, ed è uno dei pochi dipinti inclusi nella biografia redatta da Marisa Volpi Orlandini, l'inizio di un catalogo ragionato che poi non è stato realizzato".

Accanto a Dorazio, un'altra opera interessante in catalogo è quella di Mimmo Rotella: una composizione particolare del 1993 fatta con rullini fotografici dipinti di rosso che compongono la scritta "Developpe en Positif" (lotto 263, stima €20.000-30.000). Poi c'è Mirko Basaldella, fratello del più noto Afro (e di un terzo fratello artista di nome Dino), con una tela astratta del 1954 di grandi dimensioni (200 x 120 cm) che per la prima volta appare sul mercato dopo essere stata conservata per tanti anni in una collezione privata romana (lotto 272, stima €15.000-18.000).

Tra le sculture ci sono "Un anno d'amore" di Mario Ceroli, un artista ancora sottovalutato (lotto 192, stima €5.000-7.000); "Lettera del Cuore", un bronzo dorato del 1976-77 di Arnaldo Pomodoro eseguito in soli tre esemplari più una prova d’artista (lotto 268, stima €15.000-20.000); e "Schönberg und Sonnenberg" di Gastone Novelli, una delle poche sculture dell'artista, realizzata in ottone nel 1964 in sole due copie (l'altra è in una collezione privata). Nel 1976, dopo la morte dell'autore, la Marlborough Gallery di Roma ha riproposto questa scultura in una serie di dodici bronzi realizzati in collaborazione con l'archivio dell'artista, ma l'esemplare offerto da Minerva appartiene alla prima serie (lotto 90, stima €2.000-3.000).

Tornando indietro, invece, al primo Novecento, troviamo tre opere di Filippo de Pisis che ripercorrono tutto il suo percorso artistico. Si parte dagli anni 20, con un paesaggio alpestre proveniente da una grande collezionista dell'artista, Giuseppina Ceretti Gussoni. L'opera porta una dichiarazione di autenticità di Demetrio Bonuglia, il quale firmava le autentiche di De Pisis ancora prima di Briganti; come nota Giorgia Bava, "già solo l'autentica è quasi un documento storico!" (lotto 257, stima €24.000-34.000). Poi si passa agli anni 30 con una tela del periodo parigino, il De Pisis più classico e riconoscibile. Si tratta di una rappresentazione del Jardin du Luxembourg con pennellate veloci del 1933, stimata €18.000-24.000 (lotto 236). Infine, degli anni 50 c'è una natura morta con aglio e cipolla (lotto 166, stima €12.000-18.000).

Il catalogo contiene anche un gruppo di opere del Futurismo. Tra queste c'è la matrice di Giacomo Balla utilizzata per il "Vestito bianco-rosso-verde del parolibero futurista Marinetti (Mattino)", pubblicato nella seconda pagina del "Manifesto Futurista: Il Vestito Antineutrale" dell'11 settembre 1914. È stato acquisito direttamente da Casa Balla per l’attuale Collezione privata di Roma (lotto 209, stima €30.000-40.000).

Accanto ai dipinti e alle sculture, l'asta include una serie di opere su carta, sia disegni che stampe. Nel primo gruppo, uno dei più interessanti è quello di Osvaldo Licini (lotto 147, stima €2.500-3.500). "Licini è un autore raro sul mercato perché ha prodotto poco", spiega Giorgia Bava, "per cui avere sue opere all'asta, che siano dipinti o disegni, è sempre un piacere". Il disegno in questione proviene dalla collezione di Caterina Hellstromm Riccitelli, figlia adottiva della moglie di Licini.

Un altro disegno da segnalare è il "Paesaggio" a matita su carta di Giorgio Morandi del 1943 con una bella storia espositiva e di provenienza, molto importante per i collezionisti esigenti di oggi (lotto 148, stima €12.000-18.000), mentre nel dopoguerra troviamo un grande foglio di Giuseppe Capogrossi, un artista che in questi ultimi cinque anni è cresciuto sul mercato, che ha come curiosità quello di essere disegnato su fronte e retro (lotto 151, stima €10.000-15.000).

Tra i multipli troviamo, invece, un bel foglio di Joan Mirò di grandi dimensioni (90,7 x 63 cm) dedicato all'architetto catalano Gaudí; un'incisione ben conservata di cui ci sono solamente 50 esemplari (lotto 5, stima €7.500-10.000).

Nel dopoguerra, spiccano due fogli di Burri, un artista richiestissimo a livello internazionale, di cui un'acquaforte e litografia dalla serie delle "muffe" del 1957 (lotto 49, stima €1.000-1.500) e un multiplo di Victor Vasarely del 1967 (lotto 1, stima €1.500-2.000).



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE

 Mirko Basaldella, ‘Composizione,’ 1954. Courtesy Minerva Auctions, Rome.

Piero Dorazio, ‘Lungo e alterno,’ 1965. Courtesy Minerva Auctions, Rome. 

Mimmo Rotella, ‘Senza titolo – Developpe en Positif,’ 1993. Courtesy Minerva Auctions, Rome.

Filippo de Pisis, ‘Jardin du Luxembourg,’ 1933. Courtesy Minerva Auctions, Rome.

Last Updated on Thursday, 20 March 2014 13:13
 

Il mercato dell'arte in Italia: la collezione Bartolozzi all'asta

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 06 March 2014 14:09
Courtesy Cambi, Genova. GENOVA, Italia – Il 12 marzo va all'asta da Cambi a Genova parte della collezione dei celebri antiquari Bartolozzi, attivi a Firenze da quattro generazioni. Si tratta di più di 150 lotti con stime che vanno da €200-250 per una specchiera dorata del XIX sec. fino a €150.000-180.000 per due dipinti a olio tondi di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, artista del Barocco. Un'altra parte della collezione è già stata dispersa da Christie's a Londra lo scorso ottobre con un risultato totale di £825.875 e percentuali di vendita pari al 51% per lotto e 54% per valore.

La storia della galleria risale al 1877, quando Guido Bartolozzi aprì il suo negozio in un'epoca in cui Firenze era la capitale dell'antiquariato. Oltre alla storica sede al numero 18 di via Maggio, già allora nota per gli antiquari prestigiosi, Bartolozzi acquistò nel 1920 il rinascimentale Palazzo Michelozzi, da allora sede della famiglia.

Nel corso dei decenni l'offerta della galleria è stata tra le più elevate a livello nazionale e internazionale, spaziando tra oggetti, opere, arredi e dipinti di vario genere dal XV al XIX secolo. Pur seguendo l'evoluzione del gusto, ha sempre puntato alla qualità e all'originalità. La galleria ha partecipato alle più importanti mostre di settore, tra cui il Gotha a Parma e la Biennale degli Antiquari di Firenze, a cui Bartolozzi ha partecipato dall'anno della fondazione della fiera, il 1959, fino ad oggi senza saltare nessuna edizione. Il nipote del fondatore della galleria, anche lui chiamato Guido Bartolozzi, ne è stato anche vice-presidente e segretario generale dal 1985 al 2001.

Adesso, colti i mutamenti del gusto e del mercato dell’arte, l'erede della galleria e attuale proprietario Massimo Bartolozzi ha deciso di chiudere il negozio di via Maggio 18 per continuare la sua attività nei prestigiosi spazi di Palazzo Michelozzi esclusivamente su appuntamento. Selezionerà ulteriormente l'offerta per rispondere ad un collezionismo che cerca l'oggetto eccezionale e non più solo per arredamento, e si concentrerà sulla fascia alta del mercato.

Per la casa d'asta Cambi è un onore offrire questa vendita visti anche i rapporti professionali e personali che i fondatori hanno avuto con la galleria Bartolozzi.

"Sono passati quasi vent’anni dal giorno che mi trovai a fianco di Massimo nella conduzione di un'asta", racconta Matteo Cambi, "all’epoca curavo per la casa d’aste Rubinacci i cataloghi delle vendite di Arte Marinara e lui ne era il banditore. Ricordo nitidamente come la sala fosse colma di partecipanti, le mani che si alzavano in simultanea, le offerte che correvano veloci, e lui riusciva con sapienza a condurre la vendita verso risultati sempre gratificanti. Per me è stato un maestro, la sala non sapeva resistergli (...) È anche per merito di quelle giornate passate assieme che qualche tempo dopo abbiamo deciso di aprire la Cambi Casa d’Aste".

Il catalogo della vendita include una grande varietà di opere, dalle sculture, all'ebanisteria, ai mobili rifiniti con pietre semipreziose, alle console intagliate e dorate.

Tra i pezzi più importanti, oltre ai dipinti già nominati del Baciccio (lotto 56), ci saranno una coppia di cassettoni Luigi XVI nello stile di Maggiolini (lotto 80, stima €40.000-50.000), una coppia di mori laccati e dorati del XVIII secolo (lotto 115, stima €30.000-40.000), un tavolino da gioco con incastonate scene in pietre dure (lotto 76, stima €15.000-18.000), una piccola scrivania Impero attribuita a Giovanni Socci (lotto 62, stima €15.000-18.000), tre deliziose pergamene (lotto 116, €4.000-4.500), una brocca in maiolica veneziana del XVII secolo (lotto 108, stima €1.000-1.500), sei poltrone in legno intagliato, laccato e dorato, di manifattura siciliana del 1830-1840 (lotto 60, stima €15.000-20.000), una commode francese di Mathieu Criaerd (1698-1776) laccata a cineserie con bronzi dorati (lotto 90, stima €30.000-40.000) e due rari sgabelli girevoli del XVIII secolo (lotto 100, €2.000-2.500).

Il lotto al quale Massimo Bartolozzi tiene di più? Una coppia di antiche gambe di un fratino del XVI secolo (lotto 3, stima €500-600). “Sono originali, le ho da una vita, quasi mi dispiace venderle".



ADDITIONAL IMAGES OF NOTE
Courtesy Cambi, Genova. Courtesy Cambi, Genova. Courtesy Cambi, Genova. Courtesy Cambi, Genova. Courtesy Cambi, Genova.
Last Updated on Thursday, 06 March 2014 14:18
 
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