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Il mercato dell'arte

Il mercato dell'arte in Italia: Le ceramiche di Marcello Fantoni

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Friday, 27 February 2015 15:33

Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris

PARIGI – Tra i maestri italiani della ceramica un nome di rilievo è quello di Marcello Fantoni, nato a Firenze nel 1915 e scomparso nel 2011.

La sua carriera è iniziata molto presto: a soli 12 anni Fantoni iniziò a frequentare i corsi del ceramista Carlo Guerrini all'Istituto d'Arte di Porta Romana di Firenze. Parallelamente prese lezioni di scultura da Libero Andreotti e Bruno Innocenti e di disegno da Gianni Vagnetti. Questa formazione multidisciplinare trova riscontro nella sua produzione: Fantoni riuscì, infatti, a combinare la semplicità della ceramica tradizionale italiana con la ricerca artistica contemporanea internazionale e a conferire agli oggetti quotidiani un'espressività scultorea. Influenzato dal primitivismo così come dall'arte moderna e dal Cubismo, Fantoni fu capace di unire la plasticità della scultura e il cromatismo della pittura, l'attenzione alla linea così come ai volumi. Dal punto di vista tecnico, Fantoni utilizzava un materiale arcaico come l'argilla nella convinzione che questa disponesse di un potenziale espressivo non ancora svelato, e dipingeva tutti gli oggetti a mano, rendendoli così unici.

Tale singolarità degli oggetti ha fatto sì che il suo lavoro riscuotesse subito grande successo tra i collezionisti. Nel 1936, infatti, Fantoni aprì la sua la manifattura Ceramiche Fantoni dopo un periodo trascorso come direttore artistico di una fabbrica di Perugia. Già in occasione della mostra dell'Artigianato di Firenze, nel 1937, la sua produzione si affermò come una delle tendenze più attuali e riportò un grande successo anche dal punto di vista commerciale. Nel 1970 Fantoni fondò all'interno del suo studio a Firenze la Scuola Internazionale d’Arte Ceramica attraverso la quale diffuse i suoi insegnamenti.

Oggi i suoi pezzi all'asta vengono venduti per cifre tra i 500 e i 15.000 euro, ma sono molto rari sul mercato e c'è molta richiesta per acquistare i pezzi più importanti. Un po' più spesso compaiono sul mercato americano. Molti dei suoi oggetti sono conservati in collezioni sia private che museali, per esempio al Metropolitan di New York, al Boston Museum of Fine Arts, al Victoria & Albert Museum di Londra e nei musei d'arte moderna di Tokyo e Kyoto. In Italia il suo lavoro può essere ammirato al Museo delle Ceramiche di Faenza, al Museo del Bargello e al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze.

La casa d'aste francese Piasa dedica ora a Fantoni un'asta monografica che si terrà a Parigi il 15 aprile. "È la prima volta che una raccolta importante di sue opere viene mostrata a Parigi", ha detto Frédéric Chambre, specialista di design della casa d'aste. "Nonostante la presenza delle sue opere in numerosi musei e collezioni, Fantoni non ha ancora avuto una retrospettiva importante in un'istituzione. Il suo mercato è ancora molto elitario e non c'è molta disponibilità sul mercato. Speriamo di dare più luce e visibilità a questo importante creatore e che questa asta monografica porti a Fantoni l'attenzione che merita".

In vendita ci saranno un centinaio di oggetti tra vasi, lampade, tavoli e sculture con stime da 800 a 12.000 euro. Tra i lotti più importanti ci sono due sculture in ceramica smaltata caratterizzate da volumi molto particolari con stime tra 4.000 e 6.000 euro (lotti 7 e 36) e un tavolo del 1970 stimato 8.000-12.000 euro (lotto 38). Ma ci saranno anche lotti interessanti a prezzi molto accessibili, per esempio tre piccoli vasi degli anni 60 di colore bianco latte stimati 800-1.200 euro (lotto 3) e due vasi con gocce bianche e colorate da 600-900 euro ciascuno (lotto 24 e 25).



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Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris 

Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris 

 

Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris 

Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris 

Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris 

Le ceramiche di Marcello Fantoni, courtesy Piasa Paris 

Last Updated on Friday, 27 February 2015 15:43
 

Il mercato dell'arte in Italia: Asta di San Valentino

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Tuesday, 10 February 2015 15:41

Lotto 39, Collana un filo di 35 perle australiane coltivate a digradare (misure da 15.5 a 11.5 mm), cts. 570.77, chiusura a boule in oro bianco 18 kt con brillanti, cts. 1.50 circa. Lunghezza cm 48, Stima €13.000-18.000, Courtesy Minerva Auctions

ROMA - Per la prima volta la casa d'aste Minerva Auctions di Roma tiene quest'anno un'asta in occasione di San Valentino, il 13 febbraio. Si tratta di una vendita minore di gioielli e orologi in attesa del più importante appuntamento del 21 maggio. Accanto ai gioielli, l'asta offre accessori vintage come borse e foulard per un totale di 359 lotti con stime che vanno dai 50 ai 13.000 euro.

"L’idea nasce con l’obiettivo di attrarre un pubblico non necessariamente legato alle nostre aste più importanti che si svolgono due volte l’anno" spiega il responsabile del reparto Gioielli, Orologi e Argenti Andrea De Miglio, "ma anche per poter dare l’opportunità di fare, o farsi, un regalo fuori dal comune investendo in qualcosa che sicuramente nel tempo andrà a rivalutarsi non solo affettivamente, ma anche economicamente".

Il mercato dei gioielli e degli orologi, infatti, è in costante crescita ed è molto cambiato negli ultimi anni. "In tutto il mondo sono state raggiunte aggiudicazioni sempre più importanti" commenta De Miglio. "Si è affacciato su questo settore un nuovo pubblico e si sono aperti nuovi mercati, in particolare in Asia, in crescita esponenziale. I compratori hanno capito che questi settori non sono legati solo a valori materici, ma molto più all’esclusività e alla rarità".

I prezzi più alti vengono segnati, infatti, per tipologie di oggetti molto selezionate. "Il mercato premia la rarità, come nel caso delle pietre preziose di colori naturali, per esempio i rubini Birmani o gli zaffiri Kashmir, e gli oggetti di particolare importanza, per esempio le splendide realizzazioni dei primi anni del Novecento, non necessariamente firmate dalle note maison dell’epoca".

Sia nel 2014 che nel 2013 il settore dei gioielli, argenti e orologi è stato quello a più alto aggiudicato da Minerva, con un totale diritti inclusi di 1.865.050 euro nel 2014 e 1.340.251 euro nel 2013 (+39,2%).

All'interno del gioiello un segmento che negli ultimi due anni è stato riscoperto è quello del gioiello d’artista. "È un settore legato non solo ai normali schemi del settore dei gioielli, ma anche ad un mondo culturale che soprattutto intorno alla metà del XX secolo è stato fucina di opere fantastiche che oggi stanno trovando la giusta collocazione e valutazione sul mercato". Un esempio significativo è la spilla "Gli Archeologi" di Giorgio de Chirico che lo scorso novembre da Minerva è passata da una stima di 15.000 euro ad un risultato di quasi 75.000 euro.

Anche il settore delle borse vintage riceve sempre più attenzioni da parte dei collezionisti. "Le più richieste sono sicuramente le borse di Hermès" spiega De Miglio, "in particolare quelle d’epoca, ovviamente in buono stato, e soprattutto quelle in coccodrillo. La Kelly, la prima della maison, e la Birkin sono oggi dei veri oggetti di culto (la Kelly lo era già negli anni 50), e per queste borse alcuni clienti sono disposti a pagare cifre folli; ci sono stati casi di aggiudicazioni anche intorno ai 50.000 euro. Ma anche altri marchi del lusso sono ricercati, come Louis Vuitton, Gucci, Roberta di Camerino. Ovviamente parliamo sempre di oggetti del passato".

Ma allora quali sono i lotti da non perdere in questa asta? "Per i gioielli una splendida spilla dei primi anni 50 ricca di diamanti con caratteristiche eccezionali (lotto 163, stima €7.000-9.000), e una collana di perle australiane praticamente perfette (lotto 39, stima €13.000-18.000). Per il vintage una splendida Kelly, misura 28, in coccodrillo testa di moro dei primi anni 70 in perfetto stato e con addirittura il controllo certificato della maison, identica a quella sfoggiata in varie occasioni dalla Principessa di Monaco, Grace Kelly, che ha fatto sognare il mondo intero (lotto 345, stima €6.000-9.000). Oggetti interessanti più per la rarità e la curiosità che per i valori si possono trovare, invece, tra gli argenti: i vassoi provenienti da Tripoli dei primi del Novecento (lotti 92, 93, 94, stime €250-350 l'uno) o una cavigliera antica realizzata in India alla fine dell’Ottocento (lotto 91, stima €250-350)".



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 Lotto 39, Collana un filo di 35 perle australiane coltivate a digradare (misure da 15.5 a 11.5 mm), cts. 570.77, chiusura a boule in oro bianco 18 kt con brillanti, cts. 1.50 circa. Lunghezza cm 48, Stima €13.000-18.000, Courtesy Minerva Auctions

Lotto 163, Spilla in oro bianco dal motivo di tralcio fiorito, impreziosita da 163 diamanti taglio tondo brillante per cts 8.70 totali, colore G/H purezza IF-VS e da 41 diamanti vario taglio per cts. 4.00 totali, colore G/H purezza IF-VS con certificato gemmologico numero 19399 del 14.10.2014, Stima €7.000-9.000, Courtesy Minerva 

Lotto 345, Borsa Hermes Paris modello Kelly in coccodrillo testa di moro. Produzione anni ‘70 con certificato di controllo Settembre 2014. Cinghia in coccodrillo, misura 28, Stima €6.000-9.000, Courtesy Minerva 

Lotto 91, Antica cavigliera in argento, India. Gr. 535, Stima €250-350, Courtesy Minerva Auctions 

Last Updated on Tuesday, 10 February 2015 15:55
 

Il mercato dell'arte in Italia: Giacomo Balla a Milano

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Thursday, 29 January 2015 15:57
Giacomo Balla, 'Luminosità Spaziale,' tempera on paper applied on canvas, 24.5 x 34.5cm. Courtesy Farsetti MILANO, Italia – Ha aperto nella sede di Milano della casa d'asta e galleria Farsetti una mostra dedicata alla produzione degli anni 20 di Giacomo Balla (fino al 28 febbraio). Lo scopo è puntare l'attenzione sulla seconda fase del Futurismo, quella che copre i due decenni tra la prima e la seconda guerra mondiale e che non è ancora stata adeguatamente studiata e valorizzata come i primi anni del Futurismo, dalla fondazione del movimento nel 1909 alla fine della prima guerra mondiale, che invece sono stati oggetto di importanti mostre e monografie sia in Italia che all’estero.

La mostra, curata da Elena Gigli, studiosa dell'opera di Balla da 20 anni, include una ventina di opere distribuite sui tre piani della galleria di Via Manzoni. Di queste, una decina sono bozzetti realizzati a tempera su carta tra il 1925 e il 1929, già appartenuti a Casa Balla a Roma e successivamente acquistati da un collezionista privato lombardo. È da questi bozzetti che si è partiti per concepire la mostra. In essi, infatti, si coglie il metodo di lavoro e i procedimenti tecnici e compositivi che hanno portato alla realizzazione delle opere su tela. Alcune di queste opere su tela sono esposte accanto ai bozzetti per un confronto diretto. I prezzi vanno da 45.000 a 60.000 euro per le tempere su carta, e da 330.000 a 450.000 per le opere su tela. La mostra ha già riscosso interesse e diverse opere sono già stata vendute.

Le opere costituiscono un ottimo esempio dell'astrattismo di Balla degli anni 20, caratterizzato da linee dinamiche, energia e, soprattutto, un uso felice del colore. Punto di partenza per questo tipo di produzione è, infatti, il Manifesto del Colore, pubblicato da Balla nel 1918 in occasione di una mostra alla Galleria Bragaglia di Roma, in cui l'artista analizzava il ruolo del colore nella pittura d'avanguardia, articolando il suo pensiero in sette punti. Balla parte dal presupposto che, data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno e che in tutte le tendenze avanguardiste deve dominare il colore, che è "privilegio tipico del genio italiano", ed è dinamismo, energia, futuro, simultaneità delle forze.

Se, infatti, la pittura futurista mirava a rappresentare il soggetto in movimento, la velocità e il dinamismo universale, Balla approda, attraverso i suoi studio sul movimento, alla rappresentazione della linea della velocità, da lui stesso definita base fondamentale del suo pensiero. La linea della velocità viene applicata allo studio del paesaggio, alle sperimentazioni sui vetri smerigliati, ma anche alle scenografie per i Balletti Russi di Diaghilev al Teatro dell'Opera di Roma (allora Teatro Costanzi) nella rappresentazione dei "Feu d'artifice" nel 1917. I suoi quadri realizzati tra il 1916 e il 1918, intitolati "Linee forza di paesaggio", rappresentano un ambiente in cui le sensazioni del pittore si riflettono come le luci sulla scena.

Andando oltre la rappresentazione del soggetto, poi, Balla giunge al "decorativismo cromatico astratto". Così l'artista: "Superando anche la forma cinematica mi lanciai nella pittura idealista e astratta. Furono lunghi anni di ricerche cromatiche. (...) A me non importa che lo spettatore trovi nel mio quadro il soggetto che lo ha ispirato. A me importa solamente che il suo occhio sia appagato e ricreato dalle mie combinazioni di colori e di forme astratte. L'uomo moderno è portato verso il colore."

È lo stesso spirito che si ritrova nella casa di Balla, un luogo dove inventare e sperimentare, con i corridoi e le stanze interamente dipinte, invase di colori e motivi geometrici, ma anche nei suoi vestiti e nelle sue stoffe, che lui amava dipingere con linee velocità e colori futuristi.



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Giacomo Balla, 'Luminosità Spaziale,' tempera on paper applied on canvas, 24.5 x 34.5cm. Courtesy Farsetti Giacomo Balla, 'Balfiori,' tempera on paper applied on canvas, 24.5x34.5 cm. Courtesy Farsetti Giacomo Balla, 'Futur Fiori Arancio,' tempera on paper applied on canvas, 24.5 x 34.5cm. Courtesy Farsetti Giacomo Balla, 'Velocità + Forme Rumore,' tempera on paper applied on canvas, 24.5 x 34.5cm, Courtesy Farsetti
Last Updated on Thursday, 29 January 2015 16:10
 

Il mercato dell'arte in Italia: Due collezioni italiane

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 12 January 2015 14:55
La residenza romana della Principessa Ismene Chigi Della Rovere, Courtesy Christie's Images Ltd.q LONON – Due collezioni italiane di arte e arredi andranno all'asta da Christie's South Kensington a Londra il 4 febbraio. È un'ottima occasione per collezionisti e arredatori per acquistare pezzi che riflettono il glamour e lo stile italiani del XX secolo. La prima collezione, infatti, proviene dalla residenza romana della Principessa Ismene Chigi Della Rovere, una delle protagoniste della "dolce vita", mentre la seconda proviene da una famiglia nobile genovese ed è più improntata all'antico.

In vendita ci saranno più di 225 lotti molto vari che vanno dai dipinti antichi ai mobili italiani e francesi del XVIII secolo, ai vetri Art Nouveau, agli oggetti d'arte cinesi e giapponesi. Le stime vanno da 500 a 25.000 sterline.

"La Principessa Ismene ha creato una collezione notevole nel suo appartamento a Roma, in cui l'accento è stato posto sullo stile e la bellezza" dice ad Auction Central News Nathaniel Nicholson, junior specialist of private collections and country house sales di Christie's. "Questa collezione è insolita nella sua ricchezza e varietà. La principessa ha selezionato personalmente e giustapposto ingegnosamente pezzi di antiquariato provenienti da tutto il mondo con l'arte moderna, i vetri in stile Art Nouveau e le opere d'arte cinesi e giapponesi."

La Principessa Ismene, nata a Milano nel 1927 da una famiglia nobile, ha sviluppato la sua passione per l'arte all'università. Dopo l'incontro con il marito nel 1959, il Principe Mario Chigi Della Rovere, ha vissuto la "dolce vita" degli anni 60, visitando le mete più alla moda in Europa e in America e frequentando molte figure dell'alta società del tempo, come Christina Onassis, Elizabeth Taylor e Richard Burton, Roger Vadim e Jane Fonda, e il Principe Ranieri III e la Principessa Grace di Monaco. La sua passione per l'arte è stata ulteriormente favorita dalla sua amicizia con il noto gallerista romano Gaspero Del Corso, che la introdusse all'influente gallerista di New York Leo Castelli. Con la sorella Anna Maria, poi direttrice della Galleria Marlborough, la principessa si è immersa nella scena artistica newyorkese. I suoi viaggi e gli amici hanno fornito l'ispirazione per la sua collezione. La sua prima figlia Emanuela, inoltre, ha sposato Stuart Gardner, discendente di Isabella Stewart Gardner, una delle più importanti mecenati della fine del XIX secolo, e la principessa ha visitato spesso la famiglia Gardner in Massachusetts. Dopo il ritorno da New York, a partire dagli anni 70, la principessa ha creato un'elegante collezione nel suo appartamento di Roma. "Questa collezione è una testimonianza del gusto personale della principessa" spiega Nathaniel Nicholson, "che si nota nel modo intelligente in cui gli oggetti d'antiquariato sono accostati alle opere d'arte giapponesi e cinesi, ai vetri Art Nouveau e all'arte moderna."

Tra i pezzi forti della vendita c'è una coppia di candelabri reali a quattro braccia Louis-Philippe in bronzo dorato (lotto 53, stima £15.000-25.000), che mostrano i motivi egiziani così popolari nel periodo dell'Impero e che quasi certamente hanno fatto parte di una grande commissione voluta dal duca d'Orléans, poi re Luigi Filippo di Francia (1773-1850), per lo Château de Neuilly. Altri highlight sono un cassettone Luigi XV in bronzo dorato e "Vernis Martin", circa del 1740 (lotto 50, stima £25.000-40.000), che illustra il gusto europeo e l'imitazione dei materiali orientali a metà del XVIII secolo; e un tavolino italiano in bronzo dorato e diaspro rosso di Sicilia del XX secolo (lotto 75, stima £15.000-25.000), acquistato presso la Galeria di Castro di Roma ed impiallacciato su tutte le superfici con questa pietra dura ricca e colorata tale da renderlo il fulcro del soggiorno della Principessa Ismene.

La seconda collezione italiana ad andare all'asta a febbraio a Londra proviene da una nobile famiglia genovese. "Questa collezione molto curata, accumulata da una famiglia nobile di Genova dagli anni 50 in poi, include una vasta gamma di opere d'arte tra dipinti antichi, argenti, tappeti e porcellane europee, così come notevoli mobili e complementi d'arredo dal design tipicamente genovese e che prestano alla collezione un sapore inconfondibile" così Nathaniel Nicholson, che aggiunge: "La collezione è stata assemblata nel corso del XX secolo con l'aiuto di uno dei più rinomati antiquari italiani, Pietro Accorsi. Molti dei pezzi in collezione portano la sua etichetta, con l'indirizzo del negozio 'via Po.55, Torino'. Accorsi era molto rispettato nel mondo dell'arte come consulente e mercante di numerosi collezionisti e istituzioni prestigiose. Ricercava pezzi prevalentemente genovesi per questa collezione e ha contribuito notevolmente alla sua evoluzione complessiva." Anche se il mercato dei mobili antichi sta vivendo un momento di difficoltà, da Christie's continua ad esserci domanda per mobili di qualità, in buone condizioni e con provenienza interessante. "L'asta di febbraio offre una selezione di affascinanti mobili italiani e francesi del XVIII secolo che attrarrà sia i nuovi acquirenti più esigenti che i collezionisti affermati" afferma Nathaniel Nicholson.

Tra i pezzi più importanti della seconda collezione c'è una scrivania genovese in palissandro e bois de rose montata in bronzo dorato (lotto 170, stima £20.000-30.000). "Le curve sinuose e gli angoli di questa scrivania sono caratteristici dei mobili genovesi prodotti alla metà del XVIII secolo, fortemente influenzati dal design francese in parte per via della vicinanza di Genova alla Francia", spiega Nathaniel Nicholson. Altri highlight sono tre paia di canapè policromi Luigi XVI (lotti 201-203, stima £6.000-10.000 ciascuno): pezzi altamente decorativi e contrassegnati dal falegname Jacques Cheneaux, il cui lavoro è raro, e questi sono considerati tra i suoi pezzi più belli.



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La residenza romana della Principessa Ismene Chigi Della Rovere, Courtesy Christie's Images Ltd.q La residenza romana della Principessa Ismene Chigi Della Rovere, Courtesy Christie's Images Ltd.
Last Updated on Monday, 12 January 2015 15:15
 

Il mercato dell'arte in Italia: Le aste italiane di dicembre

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Written by SILVIA ANNA BARRILÀ   
Monday, 15 December 2014 13:44

Lotto 2232 – Coppia di grandi vasi, Cina sec.XIX, h cm 135, stima €40.000-44.500, Courtesy Boetto

GENOVA, Italia – Nell'ultima settimana prima delle festività natalizie le case d'asta italiane hanno in calendario alcuni importanti appuntamenti, in particolare con il design, l'arte orientale e l'arte antica.

A Genova Boetto tiene un'asta di antiquariato e pittura del XIX secolo il 16-17 dicembre, una di arte orientale il 18 dicembre, e chiude lo stesso giorno con i gioielli. Tra i dipinti antichi si segnalano tre vedute veneziane della metà del XIX secolo: "Piazza San Marco", "Piazza San Marco vista dalla Chiesa di San Giorgio" e "La Chiesa della Salute", tutti con cornici coeve (lotto 858, stima €15.000-16.000). Sempre dall'ambiente veneziano viene un altro dei pezzi forti dell'asta, un disegno di Giuseppe Bison già raffigurato sulla copertina della mostra “Cento disegni del Bison” a Udine nel 1962 (lotto 1048, stima € 3.000-3.400). Artista triestino ottocentesco, Bison è stato rivalutato negli ultimi anni attraverso alcune mostre e la pubblicazione del catalogo della sua opera. Pittore di capricci e vedute, ebbe ai suoi tempi grande successo grazie allo stile vibrante e vivace.

Tra i pezzi di arte Orientale, invece, si distinguono la coppia di grandi vasi "famiglia rosa", un tipo di porcellana in cui il colore dominante è il rosa, del XIX secolo, alti 135 cm (lotto 2232, stima €40.000-44.500), e una statua di Vajravarahi, una divinità buddista, in bronzo dorato sempre del XIX secolo (lotto 2466, stima €12.000-13.500).

Infine l'asta dei gioielli, un segmento particolarmente forte nell'attuale mercato, offrirà un elegante anello

a forma di contrarier in platino con incastonati due diamanti (lotto 3102, stima €18.000-20.000) e una spilla firmata Van Cleef e Arpels degli anni 40 in oro giallo e bianco a forma di fiocco (lotto 3241, stima €10.000-11.500).

Da Nova Ars, invece, va in scena il design. Il 16 dicembre si svolge un'asta di design che attraversa tutto il Novecento italiano passando dai vetri di Murano fino ad una serie di mobili importanti, con presenza di diverse icone delle varie epoche. "Da notare il cambiamento delle forme, dei colori, dei materiali, delle luci, con un utilizzo sempre mirato e un grande studio che solo i Maestri Italiani sanno conferire agli oggetti" commenta lo specialista Alessio D'Urso.

La panoramica parte dal design anni Venti e arriva fino ai giorni nostri: ad esempio,ci sono i mobili di una camera di Ettore Zaccari che mostrano un'altissima qualità degli intagli in stile Liberty (lotti 1, 3 e 4). Poi alcuni vetri soffiati di prestigiose manifatture muranesi, in particolare un vaso di Vittorio Zecchin per Cappellin (lotto 5) e un lampadario della stessa produzione. Un altro esempio è un vetro inciso di Paolo Venini di particolare bellezza, tipica forma anni Cinquanta (lotto 6).

Un'altra icona degli anni Cinquanta è il divano D70 di Borsani (lotto 43), che rappresenta il design industriale dell'epoca e racchiude la capacità di mutare da divano a letto e, per la prima volta, la versatilità delle posizioni intermedie ne fanno un oggetto di culto.

Un lotto interessante, poi, è la sospensione di Ignazio Gardella per Azucena (lotto 28), emblema del razionalismo italiano e dell'introduzione del vetro stampato.

Tra i lotti degli anni 60-70 si segnalano alcuni lotti in cui la qualità italiana si manifestata attraverso la tecnica, per esempio due lampade di produzione Sirrah di Paolo Tilche delle quali una è stata realizzata lavorando sul bilanciamento dei pesi (lotto 54), e l'altra si basa sullo studio della fotografia e del colore (lotto 92). Si dice che Tilche abbia creato questa lampada mettendo gli occhiali davanti alla carta trasparente delle sigarette, e creando così due schermi che girando cambiano continuamente di colore come all'interno un caleidoscopio.

Degli anni 80-90, invece, ci sono alcuni esempi di post modernismo come la consolle Belvedere di Aldo Cibic (lotto 114), poltrone e divani di poltrona Frau (lotti 110 e 111), una lampada di Calatrava (lotto 115A), fino ad un particolare mobile prodotto da Rivadossi (lotto 117), ebanista del nord Italia che si caratterizza per l'accuratezza e la qualità della lavorazione.

La settimana si chiude il 19 dicembre con un'asta di Little Nemo, casa d'aste specializzata in fumetti e tavole originali, che metterà all’incanto 198 lotti dedicati ai "pittori di carta" del XX secolo. Tra i lotti maggiormente significativi si segnalano "La principessa si sposa" di Guido Gozzano illustrato da Golia (lotto 19); "The Art of Walt Disney" con un raro autografo di Walt Disney (lotto 24); un cofanetto dedicato a Pinocchio composto da libro illustrato da Mussino e 12 personaggi snodabili in legno (lotto 33); "Valentina fiori e scacchi" di Crepax (lotto 155); e, infine, "Le Celtiche" di Hugo Pratt (lotto 165).



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Lotto 2232 – Coppia di grandi vasi, Cina sec.XIX, h cm 135, stima €40.000-44.500, Courtesy Boetto 

 Lotto 24 – The Art of Walt Disney, con un raro autografo di Walt Disney, base di partenza €900, Courtesy Little Nemo

Lotto 92 – Paolo Tilche, lampada da terra in metallo cromato, 1962, produzione Sirrah, stima €6.000-6.500, Courtesy Nova Ars

Lotto 3241 – Importante spilla Van Cleef e Arpels a forma di fiocco, anni 40, oro giallo e bianco, stima €10.000-11.500, Courtesy Boetto

Last Updated on Monday, 15 December 2014 14:23
 
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