Il mercato dell'arte in Italia: Alta qualità per l'arte orientale da Cambi |
|
|
|
|
Written by Silvia Anna Barrilà
|
|
Thursday, 16 May 2013 16:06 |
|

C'è attesa per l'asta di arte orientale da Cambia a Genova il 22-23 maggio. Dopo il successo delle ultime aste del dipartimento, per la prima volta Cambi ha portato i lotti che saranno offerti all'asta in un tour espositivo a Londra. Questo perché il 99% dei clienti della casa d'aste che hanno portato record milionari sono stranieri provenienti da Cina, Taiwan, USA, e altri paesi. "La preview a Londra ha avuto un grande successo", spiega lo specialista Dario Mottola al telefono da Londra, "con moltissimi visitatori e offerte". In realtà Mottola spiega che il successo oggi non dipende tanto dal luogo in cui si trova la casa d'asta, ma dalla qualità dell'offerta e dalla preparazione del dipartimento. Basti pensare a Nagel a Stoccarda, che è una delle case leader nel settore cinese, pur essendo in Germania, grazie alla presenza del brillante esperto Michael Trautmann.
Mottola, dal canto suo, annovera 35 anni di esperienza ed è ben introdotto a livello internazionale. Da quando ha preso in mano il dipartimento di arte orientale da Cambi a Genova, la crescita è stata esponenziale. L'ultima asta a dicembre dell'anno scorso ha totalizzato un risultato record di 3,2 milioni di euro, il totale più alto mai realizzato per l'arte orientale in Italia. Ben l'80% dei compratori erano orientali. In quell'occasione, una campana rara in giada bianca Quianlong partita da una stima di 80mila euro è passata di mano per 700mila euro (diritti inclusi) segnando il nuovo record per un oggetto di arte orientale venduto in Italia. Il record precedente era stato battuto sempre da Cambi all'asta precedente di giugno ed ammontava a 600mila euro per una figura di Begtse in bronzo dorato del XVIII secolo partita da una stima di 20mila-25mila euro. Il totale dell'asta di giugno era stato di 1,5 milioni di euro.
Alla prossima asta del 22-23 maggio i lotti in offerta saranno oltre 500, provenienti da collezioni private sia italiane che internazionali. "Anche se sembrano tanti lotti, l'asta è molto selettiva, abbiamo scartato migliaia di lotti", spiega Mottola. Questo perché la produzione cinese è gigantesca. Si pensi che alla fine del 600 in Cina c'erano già 1.500 fornaci per la produzione della porcellana, a metà 700 ce ne erano 20mila, alla fine del 700 ce ne erano 40mila, e nell'800 non si contano. A metà 700 in Germania ce ne erano quattro o cinque che richiedevano costi molto elevati. Si importava dalla Cina perché i prezzi di produzione erano molto inferiori. Oggi, invece, i cinesi si stanno ricomprando la loro storia e il loro patrimonio di allora. L'attuale governo, che è più democratico del precedente, permette anche una maggiore circolazione di beni e capitali per cui c'è stato un incremento alle ultime aste di arte orientale di Londra, nonostante la qualità degli oggetti non fosse elevatissima come qualche anno fa. "In generale il mercato insegue la qualità. Se vogliamo individuare una preferenza si può dire il periodo Qing, che va dalla fine del 600 all'ultimo imperatore, quindi inizio 900".
Da Cambi il 22-23 maggio saranno in vendita alcuni lotti eccezionali. "Non bisogna farsi sviare dalle stime", spiega Mottola. "Spesso sono basse perché il compratore cinese così si fa invogliare a comprare, poi si imbarca in lotte di offerte e arriva a prezzi incredibili perché non vuole rinunciare".
Tra i lotti più importanti ci sono: una testa in marmo di Luohan Buddista della Dinastia Liao (raffigurata sulla copertina del catalogo, lotto 426), molto rara per il tipo di tipo di pietra utilizzata; un paravento in legno e porcellana di fine 700 (lotto 475); una placca di porcellana e giada bianca imperiale che rappresenta delle persone in un paesaggio (lotto 130); una nave in giada del 700, rara per le misure straordinarie (lotto 119); poi una grande collezione di coralli, eccezionale sia per il numero che per la qualità; una coppia di vasi cloisonné, di cui British Museum c'è un esemplare uguale (mentre qui è una coppia, lotto 288); poi una grande scultura di Buddha (lotto 331); una rara scultura in bronzo parzialmente dorato ad intarsi in oro raffigurante Tsong-Khapa, un filosofo religioso tibetano vissuto tra il XIV e XV secolo così importante nella storia del buddhismo da essere accostata all'immagine dell'imperatore Qianlong in un dipinto nel Palazzo Imperiale (lotto 351); un vassoio imperiale in legno zitan e madreperla (lotto 395); un tessuto in seta di manifattura imperiale riccamente decorato con motivi floreali (lotto 433); e un vaso in giadeite verde smeraldo (lotto 134) molto richiesto sul mercato in questo momento.

ADDITIONAL IMAGES OF NOTE


|
|
Last Updated on Thursday, 16 May 2013 16:25 |
|
Il mercato dell'arte in Italia: La nuova formula di Christie's a Milano |
|
|
|
|
Written by Silvia Anna Barrilà
|
|
Monday, 29 April 2013 14:20 |
|

Grande successo per la nuova formula dell'asta primaverile di Christie's a Milano. La vendita "Milan Modern and Contemporary", che si è tenuta il 22 e 23 aprile, ha raggiunto un risultato totale di 8,6 milioni di euro, con percentuali di vendita molto alte, pari al 91% per lotto e 96% per valore. La stima pre-asta era di 6 milioni di euro.
Lo scorso autunno Christie's aveva rinunciato a tenere la consueta asta a Milano, mentre quella di Sotheby's a novembre non aveva raggiunto i risultati attesi. Ora Christie's torna alla ribalta con un'offerta molto selezionata. La nuova formula punta ad una qualità altissima delle opere, con provenienze eccezionali e lotti mai apparsi sul mercato. Il numero dei lotti è quindi inferiore al passato (95 lotti) e la selezione molto rigorosa. Lo scopo è di affiancarsi alle famose "Italian Sale" di Londra, che ogni anno a ottobre riscuotono un grande successo anche a livello internazionale.
E, infatti, i compratori delle opere all'asta di Milano sono stati collezionisti provenienti da quindici diverse nazioni in quattro continenti.
I due protagonisti dell'asta sono stati Lucio Fontana e Giorgio de Chirico. Fontana era rappresentato da un gruppo consistente di opere e ha segnato il miglior risultato della vendita con "Concetto spaziale, Attese", una composizione di tre tagli su fondo rosso che è stata venduta per 757.200 euro da una stima di 500mila-700mila euro.
L'opera è appartenuta al collezionista tedesco Claus Gorges, un grande ammiratore di Fontana. Il primo giorno che il collezionista incontrò l'artista, nel suo studio di Milano, rimase così colpito dal suo lavoro e dalla sua personalità che acquisto due tele e due sculture. In seguito comprò altre opere e arrivò a possederne dodici. Dei tagli di Fontana il collezionista Gorges disse: "Fontana aprì quelle porte e io le attraversai", sottolineando la dimensione spirituale dell'opera.
Anche Giorgio De Chirico era rappresentato con molte opere. Due di queste sono state vendute per 568.200 euro ciascuna. Sono opere degli anni 60 che non raggiungono i prezzi milionari di quelle dell'inizio del Novecento, ma rappresentano qui il secondo prezzo più alto dell'asta. "Le muse inquietanti", dell'anno 1960 (stima 400mila-600mila euro), e "Ettore e Andromaca", dell'anno 1969 (stima 500mila-700mila euro).
Nel primo caso si tratta di un motivo classico della Metafisica che De Chirico ha ripreso più volte nella sua carriera. La prima rappresentazione del tema risale al 1916-17, in un dipinto che è stato ceduto all'artista Giorgio Castelfranco. Questi, su richiesta di De Chirico, non volle cederlo a Paul Eluard e alla moglie Gala, il che diede origine alle prime delle repliche del dipinto.
Anche "Ettore e Andromaca" è un soggetto metafisico dell'inizio del secolo (la prima versione risale al 1917), che ritorna in tutta la carriera di De Chirico. È parte un processo di auto-citazionismo caratteristico dell'opera dell'artista.
L'asta ha riconfermato il successo di mercato delle combustioni di Alberto Burri: il lotto "Bianco plastica" ha raddoppiato la stima di 180mila-250mila euro ed è stato venduto per 391.800 euro. Mentre un tempo si preferivano i Sacchi di Burri, oggi le Combustioni raggiungono prezzi milionari.
Altri artisti che hanno ottenuto buoni risultati sono Afro, con un paesaggio venduto per 328.800 euro; Enrico Castellani, la cui "Superficie Bianca" ha raddoppiato la stima di 150mila-200mila euro ed è stata venduta per 316.200 euro; e Piero Dorazio, la cui opera "Tira e Molla" ha pure raddoppiato la stima di 90mila-130mila euro ed è stata venduta per 209.100 euro.
Tra le opere rilevanti all'asta c'era anche il primo "Autoritratto" di Giacomo Balla, che ritrae l'artista all'età di 23 anni e presenta già quell'attenzione alla luce tipica del maestro. È stata la prima apparizione sul mercato di quest'opera che il proprietario ha acquistato dalla casa di Balla nel 1997. Partito con una stima di 100mila-150mila euro, il dipinto è stato venduto per 139.800 euro.
E poi, un'altra opera per la prima volta sul mercato è stata la scultura di Ettore Colla "Concerto" del 1954-57. È considerata una delle più felici creazioni dell'artista e costituisce una rarità visto che l'artista, nei 18 anni durante i quali creò i suoi assemblage con pezzi di recupero, produsse solo 90 sculture. L'opera è stata venduta entro la stima di 120mila-180mila euro per 127.200 euro.
Sotheby's, invece, terrà la sua asta primaverile a Milano a maggio, il 22 e il 23.

ADDITIONAL IMAGES OF NOTE


|
|
Last Updated on Monday, 29 April 2013 14:42 |
Il mercato dell'arte in Italia: Da Vittorio Sella a Man Ray |
|
|
|
|
Written by Silvia Anna Barrilà
|
|
Wednesday, 17 April 2013 16:40 |
|

Il 29 aprile alle 16 la casa d'aste romana Minerva terrà la sua asta primaverile di fotografie con un'offerta che include un'ampia gamma di generi e va incontro ai gusti più diversi. "Come in altri segmenti dell'arte", ci spiega l'esperta di fotografia di Minerva Silvia Berselli, "i collezionisti di solito si concentrano su un genere solo, per cui è difficile individuare dei trend del mercato, ma ogni genere mantiene la sua clientela affezionata".
Già il primo lotto in vendita è interessante: si tratta di un paesaggio di Vittorio Sella, alpinista e fotografo, stimato tra 2.000 e 2.500 euro. È un lotto importante per via del formato panoramico, che è molto apprezzato dai collezionisti, ma anche per il soggetto, il Karakorum. "Vittorio Sella viene nominato da un grande fotografo americano come Anselm Adam come uno dei suoi modelli. Tuttavia i prezzi di Adam sono enormemente più alti di quelli di Sella. È un segno della forza del mercato americano, non solo rispetto a quello italiano ma anche francese e inglese, perché c'è una cultura museale legata alla fotografia e anche di pubblicazioni scientifiche.
Sempre dello stesso periodo ci sono in vendita alcune fotografie di Wilhelm von Gloeden e Guglielmo Von Plüschow, due cugini tedeschi che vivevano in sud Italia e sono diventati famosi per i loro ritratti voyeuristici di ragazzi seminudi carichi di tensione sensuale omosessuale. Questi due nomi sono particolarmente richiesti in Germania e in Francia. Le stime vanno da 300 a 1.000 euro (lotti 4-7 e 12-14).
In alcuni casi il livello di specializzazione dei collezionisti è così alto da arrivare a guardare a un solo tema, come per esempio per i collezionisti di fotografie di Josephine Baker. Minerva ne offre alcune tra 300 e 500 euro (lotti 20-26). Anche i collezionisti di fotografie di cinema sono molto specializzati. Per loro alla prossima asta di Minerva ci sono ritratti di divi del cinema come Sophia Loren e Marcello Mastroianni (lotti 119-142, stime tra 100 e 600 euro).
Nel genere della fotografie di moda, che è il genere più forte nel mercato della fotografia se escludiamo gli artisti contemporanei che lavorano con la fotografia, ci sono Jeanloup Sieff e Frank Horvat, mentre Horst P. Horst è rappresentato con una natura morta (lotto 116), stimata 3.500-4.000 euro, e un ritratto di Elsa Schiapparelli (lotto 117), stimato 2.500-3.000 euro.
La fotografia francese è rappresentata da Sabine Weiss e Henri Cartier Bresson. Di Sabine Weiss ci sono alcuni ritratti di Giacometti che in genere sono interessanti per i collezionisti di arte contemporanea (lotti 34-35, stime 900-1.200 euro).
Tra i nomi più noti c'è anche Man Ray con una fotografia che ha la stima più alta di quelle in offerta: Mélancolie, del 1926, stimata tra 5mila e 8mila euro. Il negativo è del 26, mentre la stampa è del 74 ma è contemporanea all'artista, che è morto nel 76. Una fotografia simile è stata esposta al Pompidou.
La fotografia italiana, invece, è rappresentata dai fotografi della prima metà del secolo, sia i ritrattisti che quelli più sperimentali. Sono nomi poco noti in Italia ma che vanno molto negli Stati Uniti come Mario Prandi, Giacinto Oriani, Elio Luxardo, Domenico Ricardo Peretti-Griva (lotti 64-85). C'è anche Ghitta Carell, che era ebrea ma era anche la fotografa di Mussolini. Susan Sontag l'ha citata come una fotografa con un occhio particolarmente acuto. A lei è dedicata una mostra al Pastificio Cerere a Roma che apre il 18 aprile. Ma ci sono anche i fotografi degli anni 40-50, quelli del Neorealismo, come Mario De Biasi e Pepi Merisio.
L'asta include anche una selezione dedicata al colore, con un'importante immagine astratta di Luigi Veronesi (lotto 148, stima 2.800-3.500 euro) e poi la fotografia più contemporanea.

ADDITIONAL IMAGES OF NOTE



|
|
Last Updated on Wednesday, 17 April 2013 16:58 |
Il mercato dell'arte in Italia: L'asta di design di Della Rocca |
|
|
|
|
Written by Silvia Anna Barrilà
|
|
Tuesday, 02 April 2013 16:05 |
|

Dopo la pausa forzata dovuta alla Seconda guerra mondiale, l'architetto e designer Carlo Mollino (1905-1973) ricomincia la sua attività nel 1944 con la progettazione di due appartamenti in Via Perrone a Torino per le famiglie di Guglielmo e Franca Minola e Cesare e Ada Minola.
La sospensione dell'attività ha raffinato il suo stile, che ora è meno surrealistico e più maturo. Lo spazio è progettato con geometrico rigore e la composizione è controllata. I mobili all'interno dello spazio, invece, assumono forme organiche e naturali.
Un lampadario proveniente da uno di questi due famosi appartamenti, quello di Franca e Guglielmo Minola, andrà ora all'asta presso la casa torinese Della Rocca, il 16 aprile alle ore 16.
Il lampadario viene dalla sala da pranzo dell'appartamento e mostra la tendenza alle pure proporzioni che caratterizza anche il termosifone e gli specchi dello stesso ambiente. L'intenzione di Mollino era di creare una sorta di grondaia luminosa che diffonde la luce orizzontalmente, in modo indiretto e omogeneo lungo tutto il tavolo. La stima del lotto è 100mila-120mila euro (lotto 181).
È il lotto con la stima più alta nell'asta di Della Rocca. Le stime più basse partono da 200 euro. In tutto il catalogo include circa 350 lotti. L'asta - che si svolge durante il famoso Salone del Mobile di Milano, una delle più importanti fiere per il design a livello globale - è stata messa insieme a partire dallo scorso novembre. Raccoglie pezzi provenienti sia da collezioni private che da mercanti. Uno degli scopi della casa d'asta era di riproporre oggetti che sono stati trascurati o dimenticati. Inoltre ci sono lotti che non sono pensati esclusivamente per collezionisti specializzati, ma anche per decoratori, oppure lotto che sono sul mercato per la prima volta.
Com'è frequente per un'asta italiana di design, largo spazio è stato dato all'illuminazione. Tra i lotti più interessanti ci sono due lampadari di Fontana Arte (uno dei due è il lotto 159) che sono particolarmente rari perché usano lampade al neon e sono insolitamente scarni, radicali ed eleganti (stima 2.000-2.500 euro). Il lotto 183, invece, è una rara lampada da tavolo "Mod 573" di Gino Sarfatti (1912-1985).
C'è anche un'ampia selezione di lampadari Venini, che sono i più forti e i più richiesti sul mercato. La Venini è nata nel 1921 a Murano e da allora ha fatto storia. La sua importanza deriva non solo dalla padronanza delle tecniche tradizionali del vetro, ma anche dalla capacità di uscire dagli schemi, dall'apertura nei confronti dell'avanguardia e dalla collaborazione con i migliori designer e artisti. Per esempio il lotto 165 è un raro lampadario del 1940 disegnato da Tomaso Buzzi (1900-1981). La stima è di 9mila-11mila euro. Il lotto 171 è una lampada da terra disegnata da Fulvio Bianconi (1915-1996) nel 1950. La stima è di 5mila-7mila euro, che è piuttosto bassa. Il lotto 212 è un lampadario del 1956 di Massimo Vignelli (nato nel 1931) in ottone con tre pendenti in vetro colorati. La stima è 1.800-2.200 euro.
Per quanto riguarda i mobili, l'asta di Della Rocca offre, tra gli altri lotti, una collezione di pezzi disegnati da BBPR per Olivetti. Los studio BBPR è nato nel 1932 ed è immediatamente diventato un importante punto di riferimento per la cultura italiana. Era formato da Gian Luigi Banfi (1910-1945), Lodovico Belgioioso (1909-2004), Enrico Peressutti (1908-1976) ed Ernesto Nathan Rogers (1909-1969). I quattro architetti sono stati prima promotori del movimento razionalista, ma poi lo hanno messo in discussione. Erano capaci di lavorare sia insieme che individualmente. Hanno saputo mettersi al servizio della comunità e sono stati attivi anhe nella vita politica italiana. Durante la guerra sono stati chiamati alle armi, ma poi sono stati arrestati come anti-fascisti. Uno di loro, Banfi, è stato ucciso in un campo di concentramento.
Il loro lavoro è molto eterogeneo. Negli anni 50 hanno lavorato per l'industria ma anche in collaborazione con gli artisti. Negli anni 60 hanno progettato una serie di arredi da ufficio per Olivetti per i quali sono stati premiati con il "Compasso d'Oro" nel 1962.
"Dal punto di vista del mercato, questi arredi sono ancora sottovalutati", dice Giacomo Abate, esperto di design di Della Rocca. "Mobili simili degli stessi anni del francese Jean Prouvé ottengono prezzi molto più alti".
Un altro lotto importante dell'asta è la cosiddetta "Sitzmachine" del secessionista viennese Joseph Hoffmann (1870-1956), una poltrona in legno di faggio del 1906 stimata 3mila-5mila euro. Era da tempo che non appariva sul mercato.
Un'attenzione particolare nel mettere insieme la vendita è stata attribuita all'autencità degli oggetti poiché sul mercato internazionale circolano molte copie. "La maggior parte dei nostri clienti viene dall'estero", dice Giacomo Abate. "La nostra casa d'aste ha un'ottima reputazione ed è nota a livello internazionale. Il settore più forte è quello dell'antico, ma il buon nome si riflette anche sul settore moderno".
ADDITIONAL IMAGES OF NOTE








|
|
Last Updated on Tuesday, 02 April 2013 16:24 |
Il mercato dell'arte in Italia: Il mercato dei vini pregiati |
|
|
|
|
Written by Silvia Anna Barrilà
|
|
Friday, 15 March 2013 13:46 |
|

Il 20 marzo la casa d'aste fiorentina Pandolfini tiene la sua prima asta dell'anno dedicata ai vini pregiati (ore 14:30). Auction Central News ha intervistato il direttore del dipartimento, Francesco Tanzi.
D: Quali sono le bottiglie più pregiate che offrirete? Qual è la stima e perché sono importanti?
R: L’asta si apre con una serie di lotti italiani, tra questi sicuramente uno dei più pregiati è la bottiglia magnum di Sassicaia Tenuta San Guido del 1985 stimata 1.500 euro, molto ricercata sia per l’annata che per il formato particolare. La vendita di questo lotto, grazie anche allo stato di conservazione eccellente, può raggiungere risultati molto buoni pari anche al doppio della base d’asta.
D: E tra i francesi?
R: Il catalogo è composto prevalentemente da vini francesi di grande pregio. Tra questi da segnalare è il lotto 184, una selezione di tre bottiglie di Borgogna Domaine Leroy che include un Musigny Grand Cru del 1994 (stima 1.200-1.300 euro); il lotto 204, un Montrachet Grand Cru Domaine de la Romanée-Conti 1990 (stima 1.000-1.200 euro). Inoltre è presente una selezione di Bordeaux dell’eccellente annata 1982, tutti in formato magnum (lotti 229, 230, 232, 234, 235, 236), stimati da 500 a 1.500 euro con ottime probabilità di raggiungere considerevoli risultati. Molto interessante è anche la cassa originale in legno di Château Lafite Rothschild 1986 (lotto 219) la cui base d’asta è molto competitiva: 5.500-6.500 euro.
D: Qual è la stima totale dell'asta e il numero dei lotti?
R: I Lotti in vendita sono 270. Il valore minimo di stima è circa 240mila-250mila euro, con un incremento sul fatturato generalmente dell’80%.
D: Quali sono le bottiglie che rappresentano un buon investimento?
R: Grazie alla selezione attenta che effettuiamo, si tratta di vini tutti molto pregiati e molto richiesti nei circuiti internazionali, queste bottiglie rappresentano tutte un ottimo investimento.
D: Quali sono le bottiglie che raggiungono i prezzi più alti sul mercato?
R: Tra i toscani i più richiesti sono sicuramente i Supertuscans come Ornellaia, Masseto e Sassicaia; Tra i piemontesi invece il Barolo e l'Amarone. In Francia dominano i vini di Borgogna e di Bordeaux, in particolare i grandi Châteaux come Lafite-Rothschild, Mouton Rothschild, Haut Brion, Latour, Margaux e Romanée Conti.
D: Chi sono i vostri acquirenti? Sono italiani o stranieri?
R: Grazie a internet negli ultimi anni sono aumentati gli acquirenti stranieri, per esempio abbiamo molti clienti da Hong Kong, dalla Germania, dagli USA e dal Brasile. Non mancano comunque broker e ristoranti italiani.
D: Come si è sviluppato il mercato dei vini pregiati negli ultimi anni?
R: Da quattro o cinque anni i maggiori acquirenti provengono sicuramente dalla Cina e se inizialmente compravano esclusivamente le etichette francesi più conosciute a cifre anche molto maggiori rispetto al reale valore di mercato del momento, negli ultimi due anni si è notata una maggiore consapevolezza che ha portato gli stessi clienti ad acquistare in modo molto più mirato e informato.
D: Qual è la storia di Pandolfini in questo segmento?
R: Abbiamo iniziato a tenere aste di vini pregiati nel 1999. Fino al 2003 abbiamo collaborato con il Gambero Rosso organizzando le aste enologiche che accompagnavano la presentazione della Guida dei Vini in prestigiose location come l’Hotel Hilton e la Città del Gusto di Roma. Abbiamo investito in un settore ancora sostanzialmente trascurato e la nostra scommessa si è rivelata vincente.
D: Quante aste tenete all'anno?
R: Due, una a ottobre in collaborazione con l'Espresso e Pitti Immagine, e una a marzo durante la quale solitamente viene organizzata una degustazione dei vini di importanti aziende italiane con buffet a cura dell’Enoteca Pinchiorri. Il prossimo 20 marzo, in occasione del 25esimo anniversario di Ornellaia,durante la degustazione verrà presentata in anteprima l’esclusiva bottiglia di Ornellaia 2010 in formato imperiale, alla presenza del marchese Ferdinando Frescobaldi. L’evento è su invito.
D: E i vostri record?
R: Durante l’asta di ottobre dello scorso anno è stata acquistata una bottiglia di Romanée-Conti Grand Cru Domaine de la Romanée-Conti 1996 a 9mila euro. Sempre nella stessa occasione sono state vendute quattro bottiglie di Echézeaux Grand Cru H. Jayer 1988 a 6.600 euro e, per la stessa cifra, dodici bottiglie di Château Mouton Rothschild 1986.
D: Qual è il ruolo dell'Italia a livello internazionale?
R: Fino a qualche tempo fa l’Italia appariva subalterna nei confronti delle piazze più importanti (Londra, Parigi, New York), sia per la tipologia delle proposte offerte, sia per i prezzi medi di aggiudicazione. Questo gap si sta velocemente riducendo.

ADDITIONAL IMAGE OF NOTE
 |
|
Last Updated on Friday, 15 March 2013 14:02 |
|
|